Il caso Stanziati altri 4 milioni per il rilancio del rione Appello dell'assessora Barbanente LECCE Fondi dai Pru (Piani di riqualificazione urbana) e fondi e dai Pirp (Programmi integrati di riqualificazione delle periferie) per 4 milioni di euro. Il quartiere San Pio di Lecce ha ora tutte le opportunità per fare il salto di qualità e uscire da una situazione di marginalità che sta sfociando in problemi di ordine pubblico. «Ma io vorrei sollecitare l'amministrazione comunale - dice l'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente - , a integrare la dimensione urbanistica con quella sociale ed economica ». I fondi L'assessora Barbanente era ieri a Lecce per illustrare le ultime novità sui Pirp che riguardano i comuni salentini e ha portato due buone notizie. «La prima - dice - è che ai 93 milioni dei fondi regionali per il Piano casa se ne sono aggiunti altre 122 di fonte comunitaria per finanziare 129 Pirp in tutta la regione (37 i comuni della provincia di Lecce interessati, ndr). La seconda è che l'assessorato ha riammesso i progetti del Comune di Lecce che erano stati esclusi perché presentati con delibera di giunta e non di consiglio, come invece prevede il bando». San Pio A San Pio, l'assessora della giunta Vendola era stata qualche tempo fa, subito prima dell'estate. «Per quanto riguarda il Pru - spiega - , è stato in parte attuato, in parte ha subito dei rallentamenti a causa del sequestro di Parco Corvaglia. Sui benefici degli interventi voglio dire che i Pru sono programmi di vecchia concezione che non prevedono l'integrazione tra urbanistica e sociale. Se, allora, non si agisce simultaneamente, affiancando ai miglioramenti fisici quelli economici e sociali, è difficile che si avrà una riduzione automatica del degrado. Se non si realizzano strutture di aggregazione e non si creano opportunità di occupazione, i ragazzi continueranno a trascorrere il loro tempo in mezzo alla strada e a rendersi, magari, protagonisti di atti di vandalismo. Con i Pirp si sono fatti notevoli passi avanti in questa direzione». I Pirp I programmi integrati, dunque, per l'assessora Barbanente rappresentano la vera sfida, quella che trasforma le periferie nel centro della città. «I Pirp sono nati per porre rimedio a una situazione generalizzata di città cresciute male spiega l'assessora, che ha incontrato la stampa insieme ai consiglieri regionali del Pd Antonio Maniglio e Giuseppe Taurino - , con la logica della quantità e svuotando i centri storici. I primi fondi a disposizione per i Pirp sarebbero bastati a finanziare solo un terzo dei progetti, anche se dispiace che comuni come Gallipoli, Squinzano e Maglie non abbiano presentato alcun progetto». L'assessora spiega poi che tra i progetti ce ne sono per recuperare centri storici abbandonati e per riqualificare le zone 167 prive dei servizi essenziali. E spiega anche che, grazie all'utilizzo di fondi di altri enti pubblici, degli Iacp e dei privati si è avuto un effetto moltiplicatore che ha fatto diventare i 215 milioni di euro iniziali (93 più 122) 1,7 miliardi di euro circa. «Sono convinta - dice l'assessora - che le piccole opere siano il vero sistema anti-crisi». I tempi Adesso, la palla passa ai Comuni, che hanno ricevuto la lettera dell'assessorato regionale con lo schema di accordo di programma allegato. «Appena arriveranno i moduli compilati - conclude Barbanente - programmeremo le conferenze dei servizi che avranno anche valore di variante ai Piani urbanistici laddove ce ne fosse bisogno ».