Lo stop Il Comune ha dato il via libera, la soprintendenza ha detto no perché le zone sono vincolate Ci sono circa ventimila pratiche di condono edilizio licenziate dal Comune di Napoli ma bloccate dalla sovrintendenza ai beni paesaggistici. Si tratta fanno sapere al Comune di abusi che, in altre zone, sarebbero invece sanabili. Le aree interessate dallo stop sono infatti quelle sottoposte a vincolo paesaggistico: parliamo di Posillipo, Chiaiano, del Centro storico e dei Camaldoli. Il Comune di Napoli, che negli scorsi anni ha avviato il sistema di autocertificazione per accelerare lo smaltimento delle circa ottantamila pratiche giacenti nei cassetti degli uffici comunali relative ai tre condoni edilizi (quelli del 1985, del 1994 e del 2003), sta cercando di stipulare un protocollo di intesa proprio con la soprintendenza per sbloccare le pratiche; pratiche che, peraltro, tradotte in soldoni, significano diversi milioni di euro per le casse comunali. Negli ultimi due bilanci, infatti, le entrate relative al condono hanno avuto un peso importante per l'amministrazione cittadina che, proprio grazie ai proventi della sanatoria edilizia, ha fatto fronte ad alcuni interventi di urbanizzazione. E il Comune, anche per liberarsi dal mare di pratiche giacenti dagli anni scorsi, oltre che per far cassa, intende proseguire sul fronte dell'autocertificazione che ha permesso già, a tanti cittadini napoletani, di pagare e di mettersi in regola. Non a caso sono già diverse le proroghe concesse per la presentazione dell'autocertificazione pervenuta a casa di tutti gli interessati già un paio di anni fa. Finora, secondo dati ufficiosi, sarebbero circa 35 mila le pratiche già licenziate dagli uffici competenti, con altrettanti cittadini che avrebbero quindi avuto il via libera alla sanatoria. Il 31 dicembre prossimo scadrà l'ultima proroga voluta dal Comune per la presentazione delle autocertificazioni: da Palazzo San Giacomo fanno sapere che, altre proroghe, non ci saranno. Salvo sorprese, viste le sette proroghe che ci sono già state finora. Intanto ieri la giunta comunale ha approvato una delibera che autorizza la proroga dei termini per il pagamento delle morosità per chi abita nelle case comunali. In tal senso, determinate erano state le segnalazioni da parte dei sindacati degli inquilini. Sempre nel corso della riunione di ieri la giunta ha stabilito anche la rimodulazione della graduatoria per l'assegnazione delle case comunali agli aventi diritto. Tutto fermo, invece, sul fronte della dismissione degli immobili popolari che il Comune ha deciso di alienare: sempre dalla soprintendenza, Palazzo San Giacomo attende il via libera alla vendita per quelle case costruite più di 50 anni fa e per questo ritenute di pregio. Paolo Cuozzo