Caro direttore, negli ultimi giorni illustri giornalisti e urbanisti si stanno esercitando sul futuro architettonico del nostro centro storico. Proposte, idee. Nessuno ha però accennato al futuro del Corso Umberto, lo storico «Rettifilo» che solca il centro antico aprendosi all'ingresso della nostra città. Sono quasi undici anni che i commercianti, i residenti, i frequentatori di questa storica strada soffrono per i cantieri della metropolitana. Credo sia giunto il momento, se è vero che in poco meno di un anno, giugno 2010, l'apertura al pubblico delle stazioni che da piazza Dante raggiungono piazza Garibaldi diventeranno una piacevole realtà, di pensare al suo futuro. Il Corso Umberto I è l'unica strada della città, lunga 1390 metri larga 40, alberata con fantastiche quercette, con oltre 250 attività commerciali con 95 tipologie diverse, con centinaia di attività di illustri professionisti che, dopo lo smembramento immobiliare del Risanamento, si è ripopolata anche di nuove famiglie residenti. Solo per ricordo di qualche smemorato due presidenti della Repubblica, Enrico De Nicola e Giovanni Leone hanno vissuto e lavorato al Corso Umberto. Le uniche strade simili in Europa che ricordano la tipologia che ho appena descritto sono gli «Champs Elysées» di Parigi e «Les Ramblas» di Barcellona. Ebbene trasformiamo il Corso Umberto in Champs Elysées o Ramblas. Allarghiamo i marciapiedi. Pedonalizziamo l'intera zona, con, se è proprio necessario, solo due corsie al centro per il traffico pubblico. Tavolini, gazebo, caffè letterari e soprattutto vetrinette infrangibili nelle quali esporre tutti i reperti archeologici ritrovati nel sottosuolo, un grande Museo all'aperto fruibile a tutti. Un centro commerciale naturale con lunghe aperture che renda viva l'intera zona. La nuova mobilità acquisita con la metropolitana lo permetterebbe senza alcun dubbio. Sembra un sogno. Io dico di no. Presidente Centro commerciale Corso Umberto