D a un decennio ormai il capolinea dell'affollato tram 8 dal Casaletto sta lì, monco e brutto, fra il Teatro Argentina e l'Area Sacra di epoca repubblicana. A Milano, è vero, il tram passa davanti alla Scala. Ma non vi fa capolinea. Così doveva essere pure per l'8 ai tempi della «cura del ferro» predicata e in parte attuata dalla giunta Rutelli-Tocci. Ora si riparla di prolungarlo sino al nodo di scambio di Termini. Quanti hanno a cuore i problemi di Roma possono solo rallegrarsene. La capitale, prima del 1930, era in linea con l'Europa: 50 linee tranviarie in funzione su ben 400 Km di rete. Purtroppo Mussolini, urbanista ignorante e autarchico, diede al governatore di Roma la consegna: «Voi toglierete dalle strade monumentali di Roma la stolta contaminazione tramviaria». Una colossale sciocchezza, l'inizio di uno smantellamento durato decenni, fino a ridurci a poche decine di chilometri di tramvie. Col conseguente, asfissiante assedio di automoto. Al tram si è tornati, in parte, di recente. Lo documenta e rievoca molto bene il volume Avanti c'è posto di Walter Tocci, Italo Insolera e Domitilla Morandi (Donzelli 2008). Dieci anni fa si era già progettato, e in parte appaltato, il prolungamento dell'8 (era prevista anche una ramificazione verso il Tevere, passando per corso Vittorio, la galleria Pasa e infine via Gregorio VII fino a piazza Carpegna) da Largo Argentina fino a Termini. Un'idea che riutilizzava lo storico asse tramviario di via Nazionale arrivando sin là da via del Plebiscito (dove il livello di rumorosità dei tram moderni sarebbe nettamente inferiore a quello di bus e auto attuale). L'appalto andò deserto e morì lì. Poi la Soprintendenza (che aveva detto sì), mise il veto. A mio avviso, bisognerebbe tornare a ragionarci su, in modo tecnico e laico, guardando ai programmi tramviari francesi (15 miliardi in varie città), al modello di Strasburgo ciclo-pedonalizzata grazie a tram silenziosi, veloci, comodi, col pianale ribassato, pochissimo inquinanti. Benedetti per la Roma attuale che, ribaltando lo sciagurato detto mussoliniano, ha molto da guadagnare da una «saggia contaminazione tramviaria».
ROMA - ma Termini val bene una rotaia
Il tram 8 a Milano è stato fermato da un decennio ormai. Il suo capolinego era stato previsto a Termini, ma l'appalto è andato deserto. La Soprintendenza aveva poi messo il veto. Oggi si riparla di prolungarlo sino a Termini. La capitale, prima del 1930, aveva 50 linee tranviarie su 400 Km di rete. Mussolini aveva deciso di togliere i tram dalle strade monumentali di Roma, iniziando uno smantellamento durato decenni. Oggi si sta tornando a utilizzare il tram, in parte, e si sta rievocando il progetto di prolungamento dell'8 da Largo Argentina a Termini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo