«Un "Maggio" troppo frammentato e dispersivo. La moltiplicazione delle proposte disorienta i visitatori, rende impossibile seguire tutte le iniziative perché molte si svolgono contemporaneamente, impedisce di operare una selezione tra eventi "di livello" e appuntamenti meno interessanti. Io stesso ho trovato difficoltà a seguire il filo del programma». Questo il giudizio di Enrico Guglielmo, soprintendente per i beni ambientali e architettonici. L'errore di fondo? «Non c'è coordinamento nella gestione della manifestazione». L'effetto? «Un calo complessivo della qualità. Che determina, purtroppo, un calo delle presenze». Troppe stanze vuote negli alberghi, meno 40 per cento di visitatori nei musei. Tutta colpa della formula del «Maggio»? «Solo in parte. Napoli perde terreno perché restituisce un'immagine negativa, tra emergenza rifiuti e allarme criminalità. Credo, però, che il fattore più penalizzante sia quello dell'ordine pubblico e che sia maturato molto prima di questo mese. Una città paralizzata dai cortei e dai blocchi stradali non è invitante agli occhi dei tour operator». Molti si lamentano perché, quest'anno, non è stato possibile aprire chiese e monumenti negati. A che punto sono i lavori di restauro? «Il problema non sono gli interventi di restauro, che in molti casi sono già terminati o in via di conclusione, ma la gestione del sito. La soprintendenza non dispone di un numero sufficiente di custodi da impiegare in questo servizio: a mala pena raggiungiamo il numero sufficiente per tenere d'occhio Palazzo Reale». Nessun aiuto dal ministero? «Per la settimana della cultura la mia soprintendenza ha avuto dal ministero 6mila euro, che abbiamo impiegato per allestire una mostra sulle opere d'arte rubate e ritrovate». Non pare una grande cifra. «Direi proprio di no». E il Comune non può far nulla? «Quest'anno ci ha messo a disposizione personale per l'apertura straordinaria della chiesa dell'Incoronata, in via Medina, durante la mostra "Il corpo di Napoli". Finita l'esposizione, il mese prossimo, saremo costretti a chiudere i battenti». La chiesa dei Girolamini? «Con i fondi della sovvenzione globale del 2002 abbiamo realizzato l'intervento di recupero. Ma resta in piedi il problema del personale. Il parroco, da solo, non può farcela». Sant'Agostino alla Zecca? «I lavori di restauro sono ripartiti, ma servono altri fondi». Qualche buona notizia? «Siamo riusciti a recuperare finanziamenti per completare il restyling di San Giovanni Maggiore e Santa Caterina a Formiello e riaprirle definitivamente al pubblico. E stiamo lavorando a un interessante progetto in collaborazione con un gestore di telefonia mobile: i visitatori potranno acquistare schede di ricarica con un servizio aggiuntivo di informazioni turistiche. Sul display apparirà un "navigatore" per guidarli nei percorsi della città e, via sms, saranno aggiornati sugli eventi in programma e sugli orari dei musei».