Secondo stop da parte del ministero per il Museo Archeologico della Provincia di Bari. Nonostante le modifiche apportate al primo progetto, con l'eliminazione del contestato «cannocchiale rosso», non è arrivato il via libera per il restauro del complesso di Santa Scolastica che dovrebbe ospitare i reperti archeologici della Provincia e dello Stato (una parte dei quali sarà visibile da sabato nel padiglione della Provincia alla Fiera del Levante). Dopo le continue lettere di protesta dell'ex presidente Vincenzo Divella, a chiedere spiegazioni al ministero ora è il neo presidente dell'amministrazione provinciale Francesco Schittulli. «Ho inviato una richiesta di chiarimento sia al ministero sia alla Soprintendenza regionale - spiega Schittulli - voglio capire cosa sta succedendo, cosa blocca questa procedura. Non possiamo continuare a restare fermi». Per la ristrutturazione del Museo Archeologico di Santa Scolastica, che dovrebbe accogliere circa 30mila reperti, la Provincia ha indetto nel 2007 un bando di concorso europeo. Nel 2008 la giuria ha individuato nel gruppo Panstudio architetti associati di Bologna, composto dagli architetti Cesare Mari, Paolo Capponcelli e Mauro Dalloca, il vincitore. Il progetto, che prevedeva oltre alla ristrutturazione anche la costruzione di un particolare «cannocchiale» di colore rosso, è stato inviato dalla Soprintendenza ai comitati tecnico scientifici del ministero. Questi ultimi lo hanno bocciato e hanno chiesto alla Provincia di rivedere l'inserimento del cannocchiale, ritenuto «dissonante con l'esistente architettura». La Panstudio ha quindi rimosso la struttura e presentato un nuovo progetto. Per il quale è arrivato un secondo stop. In totale per la ristrutturazione è stata prevista una spesa di 12 milioni di euro.