Non è come qualcuno immaginava e non è nemmeno come qualcuno temeva l'Expo che disegna la Milano del futuro. Non ci sono torri, grattacieli e nemmeno l'inutile luna park dei padiglioni che a Siviglia, Lisbona e Hannover giacciono sepolti tra le ragnatele. Il progetto presentato ieri al presidente del Consiglio Berlusconi smentisce la grandeur annunciata (e da molti temuta), i rischi di cementificazione del territorio, le paure di uno spreco di pubbliche risorse. Forse non lascia a bocca aperta e non stupisce con effetti speciali il masterplan che il sindaco Moratti e l'amministratore Stanca hanno affidato ad una consulta di architetti, ma certamente fa pensare, introduce temi nuovi e ribalta una catena di luoghi comuni legati alla modernità e al progresso. Attorno ad un gigantesco orto botanico planetario circondato da una via d'acqua, Milano si riconcilia con se stessa e con la sua funzione di città guida nel Paese rivalutando la sobrietà e smentendo la cattiva fama di metropoli poco attenta alle tematiche ambientali. Con il rilancio della campagna, della terra coltivata e della produzione agroalimentare il messaggio politico che il sindaco vuole lanciare è chiaro: l'Expo non è la cattedrale degli sprechi ma il luogo simbolico dove il mondo si può incontrare per dare qualche risposta concreta su come trasformare la scarsità delle risorse in opportunità. Serve un'inversione di tendenza, un recupero della natura per uscire dalle grandi emergenze che creano squilibri nel mondo: Milano può favorire la svolta con l' Expo 2015 se riuscirà ad avviare una riflessione globale sull'allarme trascurato della fame, dell'alimentazione, degli squilibri provocati dagli sprechi e dalla sovrabbondanza. L'idea di una nuova era dell'Expo che avvicina Milano all'ambiente, alla ricerca e alle filiere produttive ci dice che bisogna riscoprire quella campagna che per troppo tempo abbiamo trascurato e può aiutarci a cambiare il futuro in meglio. Siamo ancora alla filosofia, ma la partenza è buona. Adesso bisogna trovare anche un po' di sostanza.
IL PIANO PER L' EXPO DI M ILANO: PIÙ NATURA E MENO LUNA PARK
Il progetto dell'Expo 2015 a Milano non è come previsto e non è nemmeno come temuto. Non ci sono torri e grattacieli, e non c'è un luna park dei padiglioni. Il progetto è stato presentato al presidente del Consiglio Berlusconi e smentisce le paure di cementificazione del territorio e sprechi di risorse. Il sindaco Moratti e l'amministratore Stanca hanno lavorato con un gruppo di architetti per creare un masterplan che introduce temi nuovi e ribalta luoghi comuni sulla modernità e il progresso. L'orto botanico planetario e la via d'acqua sono al centro del progetto, che mira a riconciliare Milano con se stessa e con la sua funzione di città guida nel Paese.
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