Il Pd contrario all'apertura di un sito di recupero di rifiuti speciali «No a nuove attività all'interno della cava Casona, a San Massimo». Lo chiedono i consiglieri del Partito democratico a Palazzo Barbieri. Forte di una concessione ad estrarre dieci milioni e 500mila metri cubi di ghiaia, tale cava è la più grande di Verona e provincia e da sola rappresenta il 75 per cento dell'intero volume del territorio comunale. Il Pd, dopo che la commissione urbanistica ha licenziato una proposta di delibera in cui si dà parere favorevole condizionato ad una attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi, in particolare di «fresato», invita il Consiglio comunale, quando la delibera vi approderà, a fornire alla Provincia un parere negativo. A sollecitare tale presa di posizione sono Carla Padovani, Roberto Fasoli e Fabio Segattini. «Anche nel centrodestra, e lo si è visto nella riunione di commissione, ci sono forti perplessità su tale progetto. E la prima considerazione», affermano, «va fatta sul fatto che su questa attività di recupero, già avviata, pende una diffida della stessa Provincia. Inoltre», aggiungono, «a tre metri di profondità c'è la ricarica degli acquiferi delle falde che vanno a San Giovanni Lupatoto». Gli esponenti dell'opposizione sottolineano di non essere contrari in via di principio all'attività di recupero, ma, affermano, «questo non è il luogo adatto». Il Comune, a loro parere, «più che continuare a dare pareri favorevoli, dovrebbe attivarsi a livello urbanistico per sollecitare un'azione di vero recupero ambientale anche attraverso accordi di compensazione». Dall'assessorato all'ecologia di Palazzo Barbieri si replica osservando che «il parere richiesto al Comune è sulla procedura di valutazione di impatto ambientale, grazie al quale l'impianto sarà soggetto a ulteriori controlli». Per quanto riguarda la diffida, l'assessore Federico Sboarina assicura che la procedura di Via «nasce proprio dalla volontà di sistemare le problematiche rilevate dall'Arpav su quantità di fresato e impermeabilizzazione. Inoltre, il progetto prevede ora controlli più assidui, a maggior tutela dell'ambiente, rispetto alla situazione precedente in regime di procedura esemplificata». A Palazzo Barbieri, infine, si osserva che l'autorizzazione spetta alla Provincia e che il Comune si limita a fornire un parere sulla Via». E.S.