Tramonta la Via dacqua, piano di salvataggio per 70 cascine La vetrina del 2015 sarà lisola pedonale con pista ciclabile di 1,8 chilometri in centro storico La Lega: "Bisogna verificare i fondi di privati ed enti locali" Cambia il piano per la sede espositiva e cambiano, con un effetto domino, anche gli altri progetti collaterali allarea espositiva. E bisogna fare in fretta anche perché il tempo viaggia veloce. Stefano Boeri, larchitetto che ha guidato la cinquina di archistar che ha firmato il piano per Rho-Pero, spiega: «Per le serre bioclimatiche bisognerà iniziare a lavorare alle coltivazioni anche tre anni prima del 2015». Per la prossima primavera si promette il primo tassello del nuovo piano: lapertura, nella Cascina Triulza ristrutturata a Rho-Pero, del quartier generale per il futuro megaorto botanico che dovrà ospitare i padiglioni-serre accanto alla Vela di Fuksas. Di certo la presentazione del nuovo progetto ha rimesso in movimento la locomotiva ma bisogna lavorare parecchio per recuperare un anno di paralisi: Stanca e Moratti cercano il rilancio. Oggi la Camera di commercio riunirà le imprese, a Palazzo Giureconsulti, con lobiettivo di «avviare una riflessione comune sulle opportunità di business e unanalisi condivisa delle occasioni di investimento». Domani, invece, si dovrà riunire il consiglio damministrazione della società di gestione del 2015: allordine del giorno lapprovazione di un "codice etico" interno, ma soprattutto la tabella di marcia per tradurre il piano degli architetti in passi concreti. Il leghista Leonardo Carioni, che Bossi ha voluto nel cda, anticipa lumore del partito: «Il progetto è buono, cè tanto verde, è bello da vedere. Il mio parere è positivo. Adesso il prossimo passo è fare le gare per la progettazione e verificare limpegno finanziario degli enti locali e dei privati». Un tasto, quello dei soldi che non ci sono, su cui la Lega continua a insistere. Toccherà al consiglio, domani, certificare i tempi e le priorità del nuovo piano. E vistare che lExpo ha cambiato i suoi progetti non solo a Rho-Pero ma anche nei collaterali. Nel dossier di candidatura si parlava di una "Via di terra" che, ripulendo e aggiustando larredo urbano, creasse un ideale percorso di 35 chilometri dai Navigli a Garibaldi-Repubblica e da qui a Citylife e a Rho-Pero. Costo, 100 milioni di euro. Idea abbandonata. Adesso ecco la molto più breve ed economica "Via della cultura": 1,8 chilometri solo in centro, dalla Triennale al Verziere, promenade pedonale che di fatto è già chiusa al traffico, con aggiunta di pista ciclabile. Da qui, ma senza chiusura al traffico, si arriverebbe alla Rotonda della Besana. Un percorso-vetrina per i turisti del 2015 che toccherebbe i monumenti della zona Duomo. Cambia anche la "Via dacqua", quella che doveva portare le barche dalla Darsena verso Rho. Ufficialmente non è stata abbandonata ma sostanzialmente passa in coda: il preventivo minimo di 300 milioni è un costo troppo alto in tempi di crisi. Al suo posto ecco che ha preso quota, invece, il "Progetto cascine" che ha in Carlo Petrini il primo sostenitore. Progetto decisamente più economico per le casse pubbliche della "Via dacqua" visto che si potranno affittare (o vendere) le cascine che il Comune ha già, inventandosi offerte appetibili per agricoltori e altri investitori "ecologici": ecco farmer market, ristoranti e agriturismo, ma anche le attività del nonprofit. Dal Parco Sud a Rho-Pero. In quei luoghi oggi troppo spesso ridotti male «si può ricreare quellidea di comunità che storicamente avevano le cascine», riassume larchitetto Boeri. E lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli aggiunge che «tutti gli attori adesso sono attorno al tavolo: bisogna individuare progetti specifici che valorizzino queste strutture così affascinanti ma purtroppo anche decadenti. Quello che dobbiamo fare è trovare percorsi che abbiano sostenibilità economica». E bisogna farlo in fretta. La Cascina Triulza a Rho-Pero, vicina di casa della Fiera e dellarea espositiva del 2015, farà da apripista. Come? Diventando il quartier generale dellExpo ecologico visibile molto prima dellarrivo delle ruspe. Qui infatti è destinata a trovare casa la regia dellorto planetario e dei padiglioni-serre, il centro dove dovranno arrivare le sementi da mezzo mondo per essere esposte nella fiera mondiale dedicata allalimentazione. Dove agronomi e ambasciatori dovranno iniziare da subito a contattare Paesi, ong, agricoltori, centri di ricerca e università, per riempire i 120 orti del 2015. Una casa-madre, auspica il masterplan degli architetti chiamati da Stanca a disegnare larea di Rho-Pero, che si potrebbe e dovrebbe aprire molto prima già nella prossima primavera.