Inaugurato da Alemanno, era chiuso da decenni Diventerà un polo culturale della Memoria, dopo decenni di incuria e degrado: riapre alla città il parco di Forte Bravetta, la struttura militare nel XVI Municipio, di recente acquisita dal patrimonio comunale, e tragicamente nota come luogo di prigionia ed eccidi e dove durante il Ventennio, con loccupazione militare tedesca, furono giustiziati 77 esponenti della Resistenza. Ieri alla cerimonia di riapertura, voluta fortemente dal sindaco Gianni Alemanno che in questultimo anno ha preso a cuore la sorte del parco, cerano gli assessori alla cultura e allambiente Umberto Croppi e Fabio De Lillo, il delegato alla memoria Claudio Procaccia, la presidente del consiglio provinciale Pina Maturani, i vertici di esercito e forze dellordine e i presidenti dellAnpi Massimo Rendina e dellAnfim Rosetta Stame. Affianco al primo cittadino Eugenia Latini, figlia di Augusto, uno dei 77 martiri del Forte Bravetta. Dopo aver deposto una corona alla lapide dei caduti, restaurata dalla sovrintendenza, il sindaco ha piantato un ulivo proveniente da Israele donato dal KKL-Fondo Nazionale Ebraico, e ha scoperto una targa che intitola il parco ai "Martiri di Forte Bravetta". «E forse un paradosso che sia un sindaco di destra che ha vissuto tanti momenti difficili del dopoguerra a lavorare per costruire una coscienza condivisa. Ma è questa la sfida che oggi stiamo affrontando a Roma - ha detto Alemanno - Dobbiamo fare in modo che i valori e la memoria divengano un patrimonio condiviso creando così un legame indissolubile tra libertà, democrazia, patria e nazione. Le diverse identità non vanno cancellate, ma bisogna che ci sia ununità di valori nei quali riconoscersi». «Larea di 10,6 ettari - ha spiegato De Lillo - è stata bonificata in quattro mesi, rimuovendo 50 tonnellate di rifiuti, mille quintali di ferro e 1.800 metri quadrati di eternit. Da oggi il parco sarà aperto alla cittadinanza mentre su prenotazione, il lunedì ed il giovedì, operatori del Servizio Giardini del Comune accompagnerà gratuitamente chi ne farà richiesta in visite guidate fino al Piazzale delle Armi, il luogo in cui avvenivano le fucilazioni». «Forte Bravetta dovrà diventare sempre di più un simbolo di vita a disposizione della città. E un luogo di morte - ha aggiunto Croppi - che diventa un luogo di vita». La presidente del Consiglio provinciale Giuseppina Maturani ha poi annunciato che «la Provincia promuoverà coinvolgendo i giovani e le scuole tutte quelle attività a sostegno della memoria dei tragici fatti avvenuti in questo luogo».