Domani gita notturna con il blues e lo swing dei Dr. Jobby Trio I posti sono limitati e bisogna prenotare. La navigazione proseguirà fino al 20 settembre PONTEDERA. È l'acqua a far la differenza. I padani avranno pure il dio Po e i giuramenti a Odino, ma noi italiani, in Toscana, nel bel punto in cui, in un idillio di dolci brezze, l'Era si sposa con l'Arno, abbiamo addirittura il Mississippi, le musiche di New Orleans e quelle ipnotiche, irresistibili atmosfere da "Mardi gras" di cui innumerevoli penne, pentagrammi e pellicole hanno sovente celebrato le lodi. Quando hai un trio di musicisti toscanissimi che sono considerati tra i massimi conoscitori e interpreti della tradizione della "Crescent City" (dove ovviamente hanno vissuto e suonato) e si esibiscono sopra un battello che di notte, alla luce della luna e di lampadine colorate assolutamente soft, solca le correnti di quell'Arno d'argento che a Pontedera, città del celebre Andrea e della Vespa, incontra il suo principale affluente, che ti frega dei riti con le ampolle? Niente metamorfosi celtiche, qui gli unici miracoli li fa la musica. Domani alle 22, le note del Dr. Jobby Trio compiranno quello della trasformazione dei fiumi e delle città: Pontedera che diventa New Orleans, il punto di confluenza di Era e Arno che diventa d'incanto uno scorcio di Mississippi, il gigante liquido che i nativi americani chiamavano "padre delle acque". Tutto merito di una formazione che schiera, al fianco del leader eponimo Dr. Jobby (piano vocal), il bassista Andrea "Lupo" Lupi e il batterista Renzo Franchi, e che si esibirà, secondo la migliore tradizione di quei luoghi brulicanti di vita in cui nacquero le stelle di Scott Joplin, Louis Armstrong e Billie Holiday, a bordo di un battello fluviale (essendo i posti limitati, è necessario prenotare al 347-7750680), allietando i graditi ospiti con buone dosi di ragtime, blues e swing, "alla maniera - dice il programma - dei bordelli di New Orleans". Hai detto niente. Tutto merito di "Bocca d'Era" (www.boccadera.com), l'esperimento cultural-musical-gastronomico che ha restituito a quelle sponde un brio, una vivacità che mancava da quasi settant'anni (dai tempi in cui, nel tratto di fiume che costeggia la via Tosco Romagnola, sorgevano i mai più dimenticati bagni Rosina e Palloni); la scommessa estiva (già vinta l'anno scorso) del Comune di Pontedera e dell'associazione "Vivere l'Arno" che insieme - e in collaborazione col circolo Arci "Leningrad Café", con la cooperativa "Il navicello" e con "Il gastromante" - hanno deciso di puntare sul rilancio di un luogo e di due fiumi che la gente da decenni considerava meri accessori paesaggistici, scontate presenze, da celebrare tuttalpiù in occasione dei tristi anniversari dedicati all'alluvione del'66. "Bocca d'Era" è oggi un progetto, un gruppo di lavoro, uno spazio di aggregazione, un ristorante, un locale all'aperto in cui trascorrere piacevoli serate tintinnanti di riflessi sull'acqua e brindisi, un battello a motore che carica una cinquantina di persone alla volta e gratuitamente offre gite sul fiume, con in più i racconti e le descrizioni di Mario Mannucci, giornalista e pontederese doc, grande conoscitore di quei luoghi, che tragitto dopo tragitto spiega, illustra, argomenta, ricostruisce fatti ed eventi con un'arte affabulatoria che i viaggiatori, una volta sbarcati, raccontano come un irrinunciabile valore aggiunto. Ma l'asso nella manica di questo spazio di aggregazione riscoperto sono la musica e lo spettacolo: tutto un fitto calendario di concerti e performance dal vivo che tra luglio e agosto hanno fatto arrivare in quest'area di neonata movida migliaia di persone. E ora, in occasione dell'appuntamento di domani, ecco che si prepara la pennellata musicale che completerà l'idilliaco quadro "en plein air", il ritratto della foce ritrovata. Nient'affatto peregrino, il collegamento Italia-Louisiana; nient'affatto forzato, il fil rouge piazzato da una parte all'altra dell'Oceano, da corso d'acqua a corso d'acqua. C'è molto di noi, in quelle famose atmosfere senza fissa dimora, in quel crogiuolo di razze e tradizioni di cui fior di artisti hanno raccontato i sapori, i colori, gli odori. A New Orleans nel 1903 si stabilì la prima colonia di emigrati dal nord e dal sud Italia, gente che per vivere andò a lavorare quelle fertili terre passate nel secolo precedente da guanti francesi a mani americane. "Bocca d'Era" intanto continua felice a solcare le onde, a far la spola tra le varie tappe del tour sul fiume. E continuerà ancora (condizioni atmosferiche permettendo) fino al 20 settembre). Entusiasti gli organizzatori. «Se il tempo regge, alla fine della stagione avremo totalizzato circa 6000 presenze sul battello», racconta Michele Fontanelli, il presidente di "Bocca d'Era". La musica "dixie", il fiume di Dante, il trio toscanissimo, la città della Vespa, tutto nella stessa ampolla sferzata dal libeccio: vallo a spiegare a Odino.
TOSCANA - Sull'Arno in battello come a New Orleans
Domani sera, il Dr. Jobby Trio si esibirà a Pontedera con un concerto di blues e swing. La musica sarà suonata a bordo di un battello fluviale che solcherà l'Arno. L'evento è parte del progetto "Bocca d'Era", un'esperienza culturale-musical-gastronomico che ha riportato la vita a un luogo che da decenni era considerato un semplice accessorio paesaggistico. Il progetto, che si è rivelato un successo, continua fino al 20 settembre. Il concerto sarà gratuito e offrirà la possibilità di ascoltare la musica di New Orleans in un luogo unico e suggestivo.
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