Italia Nostra insiste. Invita il Comune a non realizzare 5 abitazioni di edilizia popolare su un lotto integralmente occupato da una pineta impiantata oltre 40 anni fa. «Insistiamo a chiedere - dice il presidente, l'architetto Roberto Mannocci - che la pineta di Marlia non venga abbattuta e che per la costruzione dei cinque appartamenti popolari si trovi un'altra zona idonea e degna nell'ambito dei molti terreni nudi (anche di proprietà pubblica) presenti nella frazione di Marlia e nel territorio comunale». A Italia Nostra aveva risposto l'assessore al sociale Luca Menesini, sostenendo la bontà dell'intervento. Mannocci precisa di non mettere in discussione la validità dell'operazione, ma ribadisce che il Comune dovrebbe scegliere un terreno diverso. Non quello della pineta. «L'assessore ha risposto sostenendo la legittimità della scelta (mai messa in dubbio da noi), la necessità sociale dell'operazione (da noi non discussa, ma anzi condivisa e apprezzata), la coerenza con il piano urbanistico del 2004 frutto di una precedente amministrazione di colore politico diverso (però per questo aspetto conservato dalla recente variante generale), ma non ha risposto a ciò che era la nostra considerazione e che costituiva anche il nostro quesito: è opportuna, saggia e sostenibile una scelta che comporta l'abbattimento totale di quasi un centinaio di alberi nella super-inquinata piana lucchese? A questo dovrebbe rispondere l'intera amministrazione comunale, e non solo l'assessore al sociale. Chiediano a questa amministrazione di fare passi concreti».