uno sguardo tra arte e tradizioni Le mura di Finalborgo, il museo del vetro di Altare, il castello di Millesimo. Atmosfere e sapori antichi a Calizzano e Murialdo Il nostro viaggio tra le meraviglie dell'entroterra ponentino si conclude oggi con un lungo itinerario che dal mare risale le verdi e selvagge vallate della Bormida, sottile confine tra Liguria e Piemonte in cui cultura e tradizioni delle due regioni si incontrano e si fondono. Si parte, dunque, dallo splendido nucleo medioevale di Finalborgo, oggi frazione di Finale Ligure, che fu per secoli la capitale del Marchesato di Finale dominato dai Del Carretto. Racchiusi tra le vecchie mura ancora ben conservate, intervallate da torri semicircolari e interrotte solo in corrispondenza delle porte, i gioielli di questo paese incantato, inserito tra i Borghi più belli d'Italia, parlano di un passato di grandezza e di potere. Di qui, risalendo il bacino del Rio Pora, si giunge in breve a Calice Ligure, vasto centro a carattere prettamente rurale abitato già in epoca neolitica (circa 8.000 anni fa), come ha evidenziato il ritrovamento del cosiddetto "Villaggio delle Anime", presso la Rocca di Perti, uno dei più antichi insediamenti agricoli liguri. Una deviazione nell'alta valle dell'Aquila conduce ad Orco Feglino dove, oltre a visitare i ruderi del "Castrum Orchae", risalente al X secolo, e la suggestiva Chiesa di San Lorenzino, si può degustare un'ottima Lumassina d.o.c. Proseguendo, quindi, ci si immerge nella Val Bormida di Mallare, borgo millenario delle Alte Langhe, e di Pallare, in un'area di straordinario interesse naturalistico ed archeologico per la presenza di numerose incisioni rupestri, opera delle prime tribù di Liguri. Ancora pochi chilometri ed eccoci a Carcare, con le sue ventuno frazioni sparse, alcune delle quali di origine romana. Dirigendosi verso il Colle di Cadibona, tradizionale valico tra Alpi e Appennini, merita sicuramente una sosta la città di Altare, di fondazione anteriore al X secolo, quando entrò a far parte del Marchesato del Monferrato. La sua storia si lega, in particolare, allo sviluppo dell'industria del vetro, introdotta dalla Francia fin dall'XI secolo e prosperata ininterrottamente fino ad oggi, che ha dato vita ad una lunga dinastia di apprezzati maestri vetrai. Spostandosi in direzione opposta, invece, da Carcare si arriva a Plodio, con la settecentesca parrocchiale di Sant'Andrea apostolo, recentemente restaurata, e quindi a Cosseria, borgo agricolo sparso sulla dorsale che separa l'alta valle delle due Bormide. A brevissima distanza sorge il centro di Millesimo, uno dei più importanti dell'alta Val Bormida: segnato da un passato piuttosto travagliato, spesso al centro di conflitti e complicate vicende ereditarie, il nucleo abitato mantiene intatto il suo aspetto medioevale, con il duecentesco castello recentemente restaurato e visitabile, sede di mostre e concerti. Gli amanti della storia e dell'arte troveranno di particolare interesse una visita al Santuario della Madonna del Deserto ed al cinquecentesco Palazzo Comunale, mentre i buongustai potranno deliziarsi con i dolci "millesimini", delicati cioccolatini al rhum con meringa e zucchero a velo. Più avanti, il comune di Roccavignale deve il suo nome all'abbondanza di vigne che ricoprivano il territorio (in origine denominato, appunto, "Rocca Vineale"). Anche a Murialdo, inoltre, è possibile ritrovare le atmosfere e soprattutto i sapori di una volta: qui, infatti, come a Calizzano, si preparano ancora le castagne essiccate sui caratteristici "tecci", Presidio Slow Food. Emanuela Dho 09092009
LIGURIA - I borghi millenari incastonati nella val Bormida
Il testo descrive un itinerario attraverso le valli della Bormida, in Liguria e Piemonte, che include luoghi come Finalborgo, Calice Ligure, Orco Feglino, Mallare, Pallare, Carcare, Altare, Plodio, Cosseria, Millesimo, Roccavignale e Murialdo. Ogni luogo è descritto per le sue caratteristiche storiche, culturali e naturali. Il testo menziona anche la presenza di arte e tradizioni locali, come il vetro in Altare e le castagne essiccate a Murialdo. L'autrice descrive il paesaggio e le atmosfere di ogni luogo, con un tono descrittivo e apprezzativo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo