L'amministrazione parteciperà al concorso che premia le politiche sostenibili Cinque stelle, come in una guida Michelin. Ma qui non si premia la creatività dei cuochi, ma la capacità di amministrare in maniera "verde". E Seravezza prova ad appuntarsi le cinque stelle sul petto, partecipando a un originale concorso. Già da qualche mese, infatti, il comune si è iscritto all'Associazione comuni virtuosi. «L'invito - ricostruisce l'assessore all'ambiente Giuseppe Tartarini - ci venne da Capannori: verificammo che avevamo i parametri in regola e presentammo la domanda. Il consiglio comunale, poi, ha dato il via libera all'unanimità». I parametri menzionati da Tartarini riguardano voci come la gestione del territorio, quella dei rifiuti, la mobilità sostenibile. Ora è previsto un passo più in là. L'Associazione organizza (con altre realtà "verdi") la terza edizione del concorso "Comuni a cinque stelle": una tenzone nella quale le amministrazioni si sfidano a colpi di politiche sostenibili. «Gli uffici stanno preparando la documentazione - spiega Tartarini - visto che il bando scade il 25 ottobre. Speriamo di poterci piazzare bene, perché centriamo almeno tre degli obiettivi richiesti». Quali sono li spiega il sindaco Ettore Neri: «Innanzitutto la gestione del territorio. Con il regolamento urbanistico che abbiamo adottato non ci sarà consumo di aree: le nuove edificazioni, infatti, saranno "compensate" con la perequazione. C'è poi la cosiddetta "impronta ecologica": la nostra amministrazione si è da subito impegnata per contenere il consumo di risorse. Ad esempio, almeno il 30 di carta che usiamo è riciclabile. Infine, c'è la raccolta differenziata, nella quale siamo arrivati a una quota che "sfonda" il 75». In realtà, precisa Tartarini, «la quota di differenziata raggiunge l'82 nelle zone che sono servita dalla raccolta porta a porta». La giuria che esaminerà i vari comuni lavorerà per circa un mese poi, a novembre, la decisione. Per l'amministrazione vincitrice non ci saranno premi in denaro, ma una consulenza gratuita per l'attivazione di un progetto pilota a livello nazionale di mobilità dolce. Un riconoscimento che per Seravezza cadrebbe a puntino, visto che proprio quello della mobilità è uno dei punti più "spinosi" da risolvere.