Un milione di dollari il costo, termine previsto giugno 2011. Riaperti antichi varchi murati Il cuore più antico degli Uffizi presto rivivrà di una nuova luce. Sono partiti domenica i lavori di restauro della tribuna-gioiello del museo: la sala ottagonale voluta da Francesco I nel 1584 come camera darte e di meraviglie. Un recupero «doveroso», secondo il direttore della galleria Antonio Natali, a causa del logorio del tempo e dellafflusso di migliaia di visitatori che ogni giorno ricercano quel rapimento estetico conosciuto come sindrome di Stendhal o, nella versione meno nota, «di Firenze», tra i corridoi della raccolta darte più antica dEuropa. I restauri interesseranno la decorazione architettonica con gli affreschi della lanterna, le conchiglie che abbelliscono la cupola e le madreperle nel tamburo, le imponenti sculture antiche, gli arazzi e i velluti dello spazio progettato dallarchitetto Bernardo Buontalenti. I lavori, sostenuti con un milione di dollari dalla fondazione Friends of Florence, saranno visibili a tutti dagli affacci coperti da vetrate trasparenti; termine previsto giugno 2011. Se la tribuna era percorribile fino a pochi giorni fa grazie a una passerella che ne salvaguardava i preziosi pavimenti, ora questo non sarà più possibile. Lidea del nuovo progetto è rendere la sala un capolavoro a sé, «un insieme colto e fantastico a un tempo», ha detto Natali, coglibile solo con una vista dinsieme, attraverso tre affacci, dalla porta sul corridoio e da quelle sulle contigue salette. Per questa soluzione, è stato necessario riaprire un varco murato che i disegni antichi attestavano proprio a lato della tribuna in modo da avere accesso a una di quelle stanzette dal corridoio. Una porta assolutamente conforme alle altre degli Uffizi grazie al magistrale lavoro degli artigiani fiorentini. Una lenta processione notturna della squadra tecnica ha permesso lo spostamento provvisorio delle 28 opere presenti nella tribuna nella sala 35. Qui, insieme ai capolavori di Barocci e della Controriforma, quei dipinti adagiati su pareti tinteggiate di rosso cremisi, che richiama il velluto della tribuna, regalano allambiente un colpo docchio straordinario. Talmente bello che «sarà un dispiacere», spiega il direttore del museo, trasferirli nelle sale al primo piano, previste dal progetto Nuovi Uffizi. Per la futura esposizione allinterno dello spazio buontalentiano sono state scelte invece opere che non richiedono una lettura ravvicinata come la Venere della pernice attribuita a Tiziano ma comunque, assicura Natali, «evocative della primitiva magnificenza del vano che il restauro tornerà a far risplendere». Sarà Francesco De Gregori a ricevere il premio «Città del diario 2009» a Pieve Santo Stefano nellambito del riconoscimento rivolto agli autori che hanno inviato i propri diari allarchivio voluto da Saverio Tutino. La manifestazione, che si svolgerà dall11 al 13 settembre, è degregorianamente intitolata «La storia siamo noi» e, per festeggiare i 25 anni, esporrà (dalle 18 di venerdì al Palazzo Pretorio) il lenzuolo su cui la contadina mantovana Clelia Marchi scrisse la sua vita, un pezzo prezioso della collezione. Ci sarà anche la presentazione de Il paese dei diari di Mario Perrotta, il primo libro scritto sullarchivio, con prefazione di Ascanio Celestini (sabato 12, ore 21, piazzetta delle Oche). Domenica (ore 16, piazza Pellegrini) sarà decretato il vincitore del Premio Pieve tra gli otto finalisti selezionati su 150: Carlo Cipriani, Maria Teresa Giulianelli e Dan Rabà, Valeria Pederiva, Sabrina Perla, le memorie ritrovate di Stefano Pucci (protagonista del primo processo di camorra nella Napoli del 1876), Antonio Sbirziola, Giulia Scabbis, Maria Carlotta Schorpf. Informazioni 0575797730