Il patron del Premio Capalbio contro la Regione: "Non è imparziale" Non piace ad Aringoli la discesa in campo della Fondazione Bottari Lattes: "Fermerò la gara" TUTTI contro tutti. Più politica che cultura, forse. E colpi più o meno bassi. Per ciò che rimane del Grinzane Cavour, in ogni caso, è ormai scontro aperto e si manovra su vari tavoli, sopra e anche sotto. Ecco le ultime dal «fronte». La discesa in campo della Fondazione Bottari Lattes di Monforte dAlba, che ieri, attraverso la presidente Caterina Bottari Lattes, ha confermato a Enrico Stasi, liquidatore dellex regno di Giuliano Soria, di voler partecipare allasta per rilevare marchi e iniziative culturali, non è piaciuta per niente a Gianni Aringoli. Tanto che il patron del Premio Capalbio, che alcune settimane fa ha formalizzato unofferta per aggiudicarsi il pacchetto-Grinzane, pare intenzionato a far bloccare la gara dai suoi legali. Perché? Molto semplice. A suo parere la Regione Piemonte, che dovrebbe essere imparziale, sta sponsorizzando in modo chiaro la Fondazione Bottari Lattes. E poi Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, oltre ad appoggiarla a sua volta, è membro del consiglio damministrazione della Fondazione Bottari Lattes. Non solo. Aringoli ricorda pure che questultima fa parte del parco culturale Piemonte Paesaggio Umano, sorto di recente per iniziativa soprattutto della Regione e della Fondazione per il libro, la musica e la cultura. Troppi intrecci di persone e istituzioni, dice Aringoli, che fanno configurare una specie di conflitto dinteressi e inducono a ipotizzare qualcosa che potrebbe assomigliare a una turbativa dasta. È proprio così? Limprenditore romano risponde: «Preferisco non dire altro, ma resta il fatto che, a questo punto, alla luce della gravità della situazione potrei prendere una decisione di carattere straordinario». Quella di fermare la gara, in sostanza. Se Aringoli, dichiaratamente di sinistra, è in rotta di collisione con la giunta di centrosinistra della Regione, per la gioia dei giornali della destra, pure il partito di Silvio Berlusconi cerca di complicare le cose. Anzi, fa di più. È Aringoli a confessare che, qualche giorno fa, è stato contattato da esponenti non meglio precisati del Pdl torinese. Spiega: «Mi hanno proposto di ritirarmi dalla gara per il vecchio Grinzane e di creare, con il loro sostegno, un muovo premio letterario». Ovviamente per far concorrenza ai futuri eredi delle attività di Soria. Il fondatore del Capalbio ha ringraziato, tuttavia ha declinato lofferta. «Finire in mano al Pdl è in contrasto con le mie idee», chiosa. In guerra sì, ma senza tradire la bandiera.