Chioggia Porta Garibaldi di nuovo rossa e con la copertura in legno e terracotta Quando nel 2001 fu restaurata, furono più mugugni che applausi. Ora la porta Garibaldi verrà sottoposta nuovamente a un accurato restauro, e l'amministrazione comunale «farà di tutto» perché torni all'aspetto originario: con la copertura in legno e coppi di terracotta, giura il vicesindaco Sandro Todaro. La porta Garibaldi, popolarmente conosciuta come «porta di Santa Maria» verrà nuovamente restaurata a partire dal prossimo 14 settembre. Gli intonaci quasi per intero sgretolati da salsedine sulle pareti e dalla pioggia sulla sommità, che la soprintendenza, allora, volle scoperta. E così il tetto sparì, ma il colpo più duro venne dalla colorazione. Il rosso antico cui i chioggiotti erano abituati da generazioni, venne asportato in favore di un intonaco color paglierino. Di qui, l'affettuoso nomignolo di «panettone ». L'amministrazione Guarnieri, allora, non poté battere ciglio, perché si tratta di un bene architettonico vincolato. A tutt'oggi un progetto che preveda di ripristinare la copertura «ancora non c'è», fa sapere il responsabile per Chioggia della soprintendenza veneziana Claudio Menichelli. Perciò l'amministrazione comunale coglierà la palla al balzo, assicura il vicesindaco Sandro Todaro: «L'area sarà interessata da lavori anche al ponte, che verrà interamente rifatto, ma s'è deciso di intervenire anche sulla torre. E faremo di tutto per riavere il tetto, che non era un'invenzione storica». I lavori dovrebbero concludersi nel marzo prossimo. La viabilità verrà garantita in direzione sud verso Borgo San Giovanni su una corsia per volta, mentre per entrare in città il traffico sarà deviato su via Cavour.