«La storia dell'arte italiana è fatta di contaminazioni. L'antico accanto al moderno. Ecco perché non mi scandalizzo». Il progetto di recuperare Palazzo dell'Arte destinando a Museo del violino incassa il commento favorevole di Giuseppe Termenini. Un doppio sì, culturale e politico: come presidente di Cremonarte, associazione che organizza mostre e manifestazioni, e come portavoce cittadino dei Verdi. «La storia dell'arte italiana è fatta di sovrapposizioni, contaminazioni - dice Termenini -. Un esempio, uno dei tanti, è il teatro di Marcello, a Roma. Non mi sorprende, quindi, né mi scandalizza la proposta che sopra Palazzo dell'Arte, notevole esempio di architettura razionalista (contrariamente alla brutture del Ventennio nella nostra città: piazza Stradivari e la Galleria XXV Aprile) insieme con la chiesa di sant'Ambrogio, sia prevista una struttura postmoderna come l'onda». Termenini si riferisce a una delle soluzioni più ardite studiate dagli architetti cremonesi Giorgio Palù e Michele Bianchi: la leggera 'onda' in titanio e cristallo al cui interno sorgeranno l'auditorium Stradivari, di 200 posti circa, e un piccolo ristorante. Un blocco con vista panoramica sul Terrazzo e i tetti della città. Continua Termenini: «Anche la Scala è stata ristrutturata unendo l'antico al moderno. L'importante è che l'onda' sia bella e funzionale». Termenini è favorevole al connubio tra violini (Collezione degli strumenti ad arco di Palazzo comunale, Museo stradivariano, strumenti della Fondazione Stradivari) e sale dedicate all'arte contemporanea. «I dipinti ora giacciono negli scantinati del Museo civico. Se si recupererà Palazzo dell'Arte grazie a questo mix, credo che la vita culturale e artistica della città non potrà non trarne giovamento. Se il mio è un sì al Museo del violino in piazza Marconi? Diciamo che non è un no». Meglio i violini a Palazzo dell'Arte o l'auditorium al Parco dei monasteri? Termenini non ha dubbi e sceglie la prima soluzione. «Il Parco dei monasteri e decentrato, inutile nasconderlo. I turisti e gli appassionati d'arte arrivano a Cremona visitano piazza del Comune e il Duomo con la nostra 'Cappella Sistina', poi, a un centinaio di metri, possono vedere Palazzo dell'Arte trasformato in Museo del violino e con una sezione dedicata all'arte contemporanea.., è questo lo scenario che immagino. Con tutti i tesori di Cremona a portata di mano». Il portavoce dei Verdi si sposta dal piano culturale a quello politico prendendo implicitamente le distanze daI Pd che invece aveva criticato il recupero del Palazzo dell'Arte proposto dalla giunta Perri. «E ora di finirla di dire sempre dei no. Un modo di fare che, tra l'altro, ha portato al disastro, alla rovina il mio partito. Di un progetto intelligente, ambientalmente compatibile e proiettato nel futuro si può e si deve parlare».