Laura Borghino ha 33 anni. Libera professionista, lavora a Lonato (Brescia), dove restaura soffitti lignei policromi. Nove anni fa era in una Assisi travolta dal terremoto del '97: lavorava al restauro del pulpito e del coro ligneo cinquecentesco della Basilica Superiore di San Francesco. Michela Bergornetti, messinese di adozione, stessa età di Laura, analoga passione per il restauro. Nel '98 ha lavorato al recupero di icone e manufatti dorati nel monastero ortodosso dell'isola di Heybeliada, Istanbul. Lunedì 21 settembre Laura e Michela saranno tra i 30mila, secondo le ultime stime, che cercheranno di farsi riconoscere dal ministero dei Beni culturali, con una procedura telematica, le esperienze di restauro maturate fino a ora. L'obiettivo? Ottenere il titolo di «restauratrici di beni culturali». «Eravamo un po' allo sbando», ammette Laura. «Ho lavorato dieci anni con un contratto metalmeccanico ricorda Michela. Serviva qualcosa che ci identificasse». Il comparto del restauro è stato disciplinato solo di recente. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 4204), ha previsto, all'articolo 29, la definizione, tramite regolamenti, dei profili di competenza dei restauratori. I regolamenti sono stati pubblicati sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 160 del 13 luglio 2009: due decreti ministeriali, 86 e 87, che definiscono rispettivamente i profili di competenza dei restauratori e i criteri dei livelli di qualità che devono caratterizzare l'insegnamento del restauro (corsi quinquennali di scuole di alta formazione e università). Il Codice ha anche previsto, all'articolo 182, disposizioni «transitorie», per garantire un riconoscimento a tutti coloro che hanno già compiuto un percorso formativo e che da anni lavorano nel settore. «Lunedì 21settembre spiega Pier Francesco Ungari de l'Ufficio legislativo del Ministero dei Beni culturali metteremo sul sito il modulo unico per la presentazione delle domande. Sarà possibile accreditarsi e ricevere un codice di identificazione per accedere al sistema. Non abbiamo ancora effettuato un collaudo della procedura: è possibile che per l'invio della domanda sia necessario attendere qualche giorno in più. Spero che tutto si risolva prima della fine del mese». Quindi, scatterà la fase di attestazione delle esperienze di lavoro di ciascuno. Quelle relative ad attività di restauro di beni sotto la tutela dello Stato vanno richieste in via telematica, così da essere smistate alle soprintendenze. Chiusa la fase di registrazione delle attestazioni, un organo ministeriale deciderà se il richiedente ha diritto al riconoscimento immediato della qualifica o se dovrà sostenere una prova di idoneità. La prova, è l'auspicio del ministero, sarà effettuata prima dell'agosto 2010.