La denuncia L'ex ministro Diana: «Ecco le foto». Informata la Protezione che dice: tutto in ordine Una vasta macchia giallastra, che si allarga nella baia e sembrerebbe avere origine dallo specchio di mare a contatto con la roccia tufacea. Benvenuti a Trentaremi, nel bel mezzo del parco archeologico di Baia e della Gaiola. Da metà agosto, più di una volta, l'acqua è diventata di un colore tra il marroncino e il giallo. L'ultima venerdì scorso. «Parrebbe - dice l'ex ministro e senatore Alfredo Diana, che abita alla Gaiola e affaccia proprio su Trentaremi - che qualche scarico si immetta dal Parco del Virgiliano nel canale che corre giù fino al mare. Dico parrebbe perché, naturalmente, non ho certezze. Il 15 agosto, quando ho constatato il fenomeno per la prima volta, ho chiesto alla protezione civile di intervenire. Sono venuti, ma mi hanno detto che non hanno riscontrato nulla. Però, nei giorni seguenti, il mare è diventato nuovamente giallastro». Ulteriori e più approfonditi controlli sarebbero dunque opportuni. Urgerebbe anche un intervento radicale di pulizia della spiaggia di Trentaremi e del soprastante costone dove, nel corso degli anni, sono stati sversati abusivamente rifiuti di ogni tipo, compresi alcuni tubi che contengono amianto. «Eppure - riflette amaramente Diana, mostrando una foto degli anni cinquanta del secolo scorso - questa è stata per decenni una zona frequentatissima dai napoletani. Intere famiglie venivano con le barchette a remi e trascorrevano qui sotto intere giornate, in estate». Il caso Trentaremi riaccende i riflettori sulla Gaiola, uno dei posti più belli e più maltrattati della città. Forse anche da chi lì abita. Chi percorra la discesa, per esempio, percepisce un insistente odore di fogna, in prossimità di alcune case. Sembrerebbe - e anche in questo caso sarebbero opportuni controlli penetranti dell'amministrazione comunale - che immettano le acque nere direttamente nella pluviale, quella che finisce poi a mare. Suscita preoccupazione anche lo stato di abbandono del vasto terreno che appartiene ad un noto farmacista e, da oltre un anno, non è più coltivato dai coloni. Pare che il proprietario volesse realizzare una beauty farm ma, non potendo costruire nulla in quell'area vincolata, stia ora cercando di vendere, per 3 milioni di euro. Il terreno versa in una situazione di desolante abbandono, al quale contribuiscono alcune baracche di lamiera, presumibilmente abusive. Fabrizio Geremicca
NAPOLI - Uno scarico insozza Trentaremi
L'ex ministro Alfredo Diana ha denunciato la presenza di una vasta macchia giallastra nell'acqua di Baia, nel parco archeologico di Trentaremi e della Gaiola. Ha affermato che il fenomeno potrebbe essere causato da scarichi nel canale che conduce al mare. Diana ha chiesto all'amministrazione civile di intervenire, ma i controlli effettuati non hanno riscontrato nulla. Il problema è stato risolto solo per un breve periodo, poiché l'acqua è tornata di nuovo giallastro. Diana ha anche denunciato lo stato di abbandono del terreno di un noto farmacista, che appartiene a un'area vincolata e non è più coltivato.
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