Un libro e un dibattito per il recupero del borgo medievale Una casa-museo dell'emigrante, un centro per la ricerca sull'energia alternativa oppure un villaggio-albergo, insieme medioevale e modernissimo. Tante idee, un solo obiettivo: recuperare al più presto alla vita San Severino di Centola, il piccolo borgo del basso Cilento disabitato da oltre mezzo secolo e che una frana del dicembre scorso ha reso ancora più inaccessibile. Se n'è parlato all'hotel Borgo Antico, situato ai piedi del monte Bulgheria e del paese-fantasma, in occasione della presentazione del volume che l'architetto-giornalista Emilio Buonomo ha dedicato a passato, presente e futuro del borgo medievale. Al centro del dibattito proprio il progetto di recupero in chiave turistico-culturale avanzato dall'autore nell'ambito di «un serio programma di restauro e manutenzione». Secondo Buonomo il finanziamento necessario a rivitalizzare San Severino è disponibile: viene dai Pirap (Progetti integrati rurali delle aree protette) già assegnati per la somma di 26 milioni di euro dalla Regione Campania al territorio. Un punto, però, che appare controverso: per Amilcare Troiano, presidente del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quei soldi vanno gestiti diversamente, a favore di progetti strategici assegnati a unioni di comuni, per aree omogenee. «Abbiamo altre risorse per San Severino - ha spiegato Troiano nel corso della presentazione del libro - lo studio dell'architetto Buonomo deve spronarci per affrontare seriamente un problema che è soprattutto di messa in sicurezza di questo meraviglioso borgo». Il sindaco di Palinuro-Centola, Romano Speranza, esclude qualsiasi attività speculativa: «il borgo deve restare testimonianza del passato». Ma è fiducioso di poter acquisire buona parte degli immobili rilevati da un gruppo di sanseverinesi «con l'intento di essere interlocutore di un progetto che coinvolga tutto il paese». Al momento però c'è da sbrigarsi con la messa in sicurezza altrimenti anche quest'anno salta il tradizionale appuntamento natalizio con il Presepe vivente. Per l'assessore provinciale all'ambiente, Giovanni Romano, il restauro fine a se stesso non serve a niente: «il borgo dovrebbe diventare uno dei fulcri per conseguire l'obiettivo di intrattenere i giovani sul territorio, evitando lo spopolamento». Da qui, nel plaudire al lavoro effettuato da Buonomo di cui l'assessore si farà promotore per la divulgazione nelle scuole cilentane, la proposta di creare un centro per le nuove professioni per la riduzione delle fonti energetiche. All'incontro, organizzato da Felice Merola, coordinatore di «Palinuro Griffe» come intelligente momento di approfondimento della rassegna che ha chiuso con il botto di Renzo Arbore (circa 10 mila spettatori), ha preso parte anche l'editore Amedeo La Greca. E gli abitanti? Erano tutti lì, ad ascoltare. Pronti però a passare quanto prima all'azione per liberare il paese dall'oblio. Qui sono abituati a rimboccarsi le maniche: un anno fa, sostenuti dall'associazione «Mingardo Miti», hanno rimesso a nuovo la stazione dimenticata di Centola trasformandola in una vera e propria bomboniera. Le proposte Troiano: «Qui la casa-museo dell'emigrante». Romano: «No, meglio un centro per la ricerca»
SAN SEVERINO DI CENTOLA Così torna alla vita San Severino di Centola
Un libro e un dibattito sono stati organizzati a San Severino di Centola, un piccolo borgo del basso Cilento disabitato da oltre mezzo secolo. L'architetto Emilio Buonomo ha presentato il suo volume sul passato, presente e futuro del borgo medievale e ha avanzato un progetto di recupero in chiave turistico-culturale. Il finanziamento necessario per il restauro è disponibile, ma ci sono controversie sulla gestione dei fondi. Il presidente del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Amilcare Troiano, ha espresso la sua opposizione al finanziamento per progetti specifici, come la messa in sicurezza del borgo.
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