II «prodigioso binomio della diversità che sa produrre l'unitarietà». È quello che raccontano, come ha detto l'altro giorno il ministro Giuliano Urbani, le otto mostre del progetto «Le radici della nazione» che si svilupperà al Vittoriano di Roma dal prossimo 2 giugno al 2011, l'anno del 150 anniversario dell'Unità d'Italia. L'iniziativa, con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, voluta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Senato della Repubblica, prenderà il via il 2 giugno con «Fonti per la storia d'Italia», la prima mostra che è una sorta di prologo al ciclo. «Il progetto - ha spiegato il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani - è nato qualche anno fa, quando il Presidente della Repubblica, Carlo Aze glio Ciampi, mi onorò di un incarico importante: seguire il Vittoriano per farne sempre di più il museo della Patria». Da qui il progetto «Le radici della nazione» che nella prima sezione della mostra d'apertura, che si potrà vedere fino al 5 settembre prossimo, ripercorre ogni tappa del ciclo attraverso alcu ni documenti significativi come l'originale della Costituzione italiana con le firme autografe dei sottoscrittori, due testi autografi di San Francesco e l'originale del Cantico delle Creature, il cosiddetto Indovinello veronese, primo testo conosciuto scritto in volgare italiano della seconda metà dellVlIl secolo, il cofano in bronzo per la bandiera di combattimento della nave Giulio Cesare e un Portolano del 1535 che documenta le nuove conoscenze geografiche. Nella seconda sezione spazio alla collezione di statuti tra i quali i rari miniati databili tra il XIV e il XVII secolo, volumi storici locali e antiche raccolte legislative della Biblioteca del Senato. Anche dipinti di Francesco Guardi, Bemardo Belletto e Lorenzo Costa. E a corredo delle due sezioni, i filmati storici dell'Archivio Storico dell'Istituto Luce con la selezione di alcuni cinegiornali originali come quelli sulla firma della Costituzione e sul Concilio Vaticano II, Proposta anche una serie di filmati realizzati nel 1992 tra I quali Ciotto per la regia di Antonio Moretti, Piero della Francesca di Giuliano Petrelli e Masaccio di Guido Guerrasio. «"Le radici della nazione" - ha sottolineato Urbani --è un sinonimo della civiltà italiana e il filo rosso di queste mostre è dato dal binomio che ha caratterizzato il suo evolversi: la diversità (le cento, mille città) accanto a una unitarietà costituita da cose molto precise come l'affermarsi della lingua, il diritto, l'arte e la cultura». In mostra statuti, bandiere e stemmi». Il presidente del comitato scientifico dell'iniziativa, Giuseppe Talamo ha sottolineato che «queste mostre si inseriscono nell'attuale dibattito sull'identità nazionale». Anche Claudio Strinati - che fa parte del comi tato scientifico con i professori Sabino Cassese, Giu seppe Galasso, Louis Godart, Francesco Margiotta Broglio, Piero Melograni e Salvatore Settis - ha sotto lineato che «la grandezza della storia d'Italia sta nel fatto che la consapevolezza delle diversità esalta l'unitarietà». Prossime tappe: nel 2005, «Le fonti del territorio», nel 2006, «Simboli d'appartenenza», nel 2007 «Oltre i confini dell'anima», nel 2008, «Arti e mestieri», nel 2009, «Apprendere e comunicare», nel 2010 «Italia e Europa. La circolazione dell'Esperienza» e nel 2011, come conclusione «Le radici della nazione».
Identità e mostre: II filo rosso dell'idea di civiltà
Il progetto "Le radici della nazione" si svolgerà al Vittoriano di Roma dal 2 giugno 2010 al 2011, per celebrare il 150 anniversario dell'Unità d'Italia. Il progetto è stato lanciato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e prevede otto mostre che esploreranno la diversità e l'unitarietà della storia italiana. La prima mostra, "Fonti per la storia d'Italia", sarà aperta dal 2 giugno al 5 settembre 2010. La mostra sarà seguita da altre sette, che esploreranno argomenti come la lingua, il diritto, l'arte e la cultura.
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