Niente accordi per le nomine, in un documento si chiede di trovare un compromesso Un appello ai 16 sindaci della Garfagnana per risolvere l'impasse politico che di fatto blocca le nomine dei presidenti e degli organi esecutivi di Comunità montana, conferenze dei sindaci e azienda Severa. A lanciarlo sono alcuni consiglieri della Comunità montana. Nell'ultima seduta del consiglio, infatti, è emersa l'impossibilità di trovare accordi tra i due schieramenti in campo, legati soprattutto a liste civiche, e traversali al solito bipolarismo centrodestra-centrosinistra. Nel documento (firmato dai consiglieri Gino Masini, Mario Puglia, Emanuele Pellegrinotti, Gaddo Gaddi, Riccardo Ferrari, Michela Giovannini, Giuseppe Carli, Lorena Caruzzi, Elisabetta Bandini, Francesco Pioli, Ezio Pierotti, Rosaria Malatesta, Francolino Bondi, Rino Simonetti, Rocco Iacopetti, Marco Materini, Mario Grandi, Fabio Zeali, Carlo Tonelli) si ritiene «improcrastinabile la necessità di una nuova stagione politica che veda il diminuire delle posizioni contrastanti dei singoli comuni della Garfagnana, ed al contrario sia caratterizzata dall'unanimità della decisioni di tutti e 16 i comuni del territorio, affinché le decisioni prese abbiano un maggior rilievo a livello locale, provinciale, regionale e nazionale e nei vari ambiti ottimali esistenti». «A breve - continua l'appello - si dovranno nominare i presidenti e gli organi esecutivi della comunità montana, delle conferenze dei sindaci in materia di sanità e scuola e di Severa spa, nonché i nuovi delegati di diverse assemblee provinciali. I 46 membri dell'assemblea della comunità montana risultano suddivisi in due schieramenti non politici ma contrapposti e paritetici, così che la supremazia di uno su l'altro generebbe comunque decisioni poco rappresentative del territorio, dando vita ad un ente dimezzato nella sua rappresentatività ed una stagione di contrasti a tutto campo». «Auspichiamo - concludono - che i sindaci della Garfagnana sappiano trovare una sintesi delle loro posizioni al di fuori dello scontro frontale che sta indebolendo il territorio, giungendo a fare scelte e nomine condivise».