Il gip ordina il sequestro della barca di Guglielmo Laccusa: comprata anche con denaro provento di corruzione Il giudice Luigi Giordano ha disposto il sequestro preventivo della barca di proprietà del soprintendente Enrico Guglielmo, raggiunto a metà luglio da unordinanza di arresti domiciliari emessa nellambito dellindagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dai pm Graziella Arlomede e Filippo Beatrice (questultimo ora alla Procura nazionale antimafia). Per acquistare limbarcazione, pagata complessivamente 156 mila euro, Guglielmo avrebbe utilizzato secondo laccusa anche 39 mila euro che sarebbero stati versati dallimprenditore Luigi Lucci a titolo di corruzione. Denaro passato nella disponibilità di altre due persone prima di finire, nella ricostruzione degli inquirenti, al soprintendente che lo avrebbe impiegato per comprare la barca. Da qui la decisione di disporre il sequestro. Contro questo provvedimento i difensori di Guglielmo, gli avvocati Giovanni Esposito Fariello e Annalisa Mancini, potranno presentare ricorso al Riesame. Il soprintendente e limprenditore hanno sin qui sempre respinto tutte le contestazioni, compresa quella riguardante i 39 mila euro. Nel corso degli interrogatori sostenuti sia nella prima fase delle indagini, nel 2007, sia dopo lordinanza di arresti, i due indagati hanno negato qualsiasi corruzione o accordo illecito teso a favorire le imprese riconducibili a Lucci negli appalti banditi dalla soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli durante la gestione-Guglielmo. «Non ho mai preso un euro in vita mia, sono stato io a spezzare illeciti», ha sottolineato di Guglielmo, che ha aggiunto di aver denunciato per calunnia chi lo ha accusa e ha ricordato di non aver «mai partecipato a una commissione di gara, pubblica o ufficiosa, né ho mai nominato i commissari». Anche Lucci, assistito dallavvocato Giovambattista Vignola, si è difeso: «Non ho dato soldi, mi sono aggiudicato in quel periodo solo 2 appalti su 19, nessuno mi ha favorito». Il Tribunale del Riesame, agli inizi di agosto, aveva respinto le istanze di revoca degli arresti domiciliari che erano state presentate dalla difesa. La Procura intanto si prepara a tirare le conclusione dellinchiesta. (d. d. p.)
NAPOLI - Inchiesta sul soprintendente. La difesa prepara il ricorso
Il giudice Luigi Giordano ha ordinato il sequestro preventivo della barca di Enrico Guglielmo, soprintendente dei Beni architettonici di Napoli, che è stata acquistata con denaro proveniente da corruzione. La barca è stata comprata con 156 mila euro, di cui 39 mila euro provenienti da Luigi Lucci, imprenditore accusato di corruzione. Guglielmo e Lucci hanno negato qualsiasi corruzione o accordo illecito. Il Tribunale del Riesame aveva respinto le istanze di revoca degli arresti domiciliari presentate dalla difesa. La Procura si prepara a tirare le conclusioni dell'inchiesta. I difensori di Guglielmo potranno presentare ricorso al Riesame.
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