Il soprintendente Luigi Ficacci presenta il suo piano di espansione che sta avviando tra nuovi spazi e originali esposizioni "Con il Mambo stiamo studiando una mostra che racconti la pittura monocroma" Alla Pinacoteca il bookshop è chiuso perché da tempo si aspetta che il Ministero dia indicazioni per nuovi appalti e convenzioni validi per tutta la rete nazionale. Gli spazi espositivi, insufficienti, sono un problema mai risolto nonostante ci sia da anni un piano di allargamento dellarchitetto Leone Pancaldi (con finanziamenti rimasti incagliati nelle maglie della burocrazia del Ministero). Il personale di sorveglianza è ridotto, come in tutta Italia. Nonostante il periodo di crisi economica il soprintendente ai beni culturali Luigi Ficacci, a poco più di anno dal suo insediamento, lancia un piano per ridare respiro alla Pinacoteca con diversi progetti che vogliono radicare ancora di più i legami tra il museo e la città. «Sono un dirigente dello Stato ma sono anche un operatore culturale della città» spiega, condensando così, in una frase, le linee di guida del suo operare. «Intanto ho chiesto al Ministero di accedere ai fondi del Lotto del 2010 per finanziare il progetto di allargamento della Pinacoteca. Esiste un disegno che intendo mantenere e portare a termine, per un costo pari a 1 milione e 800mila euro. Un progetto che tiene conto della vicinanza con lAccademia di Belle Arti, una entità pedagogica, formativa attiva che non deve essere vista come un limite ma unopportunità straordinaria. Potremo allargarci entrambi anche perchè a Bologna ci sono già altri progetti, come quello della Caserma San Mamolo in cui dovrebbero confluire diverse funzioni della soprintendenza». E nel piano lavori, Ficacci intende inserire un capitolo di "segnaletica" per far riconoscere la Pinacoteca anche dal suo retro, oggi un muro anonimo ma che si affaccia su una arteria ad alto scorrimento come via Irnerio. E se il problema dello scarso numero di sorveglianti nelle sale si è risolto chiedendo aiuto alle associazioni di volontariato (a breve si dovrebbe aggiungere anche il Touring Club con nuove squadre di "personale") manca ancora oggi un servizio di bookshop, servizio oramai presente in qualsiasi museo moderno. Ma per questo Ficacci sta pensando ad una soluzione originale, un "modello che procuri allo Stato delle opportunità e al pubblico un servizio che è indecente non venga garantito". «Sto facendo delle indagini tra editori e librai, a livello nazionale ma anche, e soprattutto, tra le realtà locali per capire se esiste una disponibilità di sponsorizzazione - spiega -. Una formula che ci permetterebbe di esulare dalle pratiche di un appalto, in attesa che il Ministero decida. Ci sarebbe per gli sponsor la piena legittimità a pubblicizzare la loro identità professionale e in cambio lo Stato avrebbe la copertura gratuita di certi servizi. Mi piacerebbe che fosse pronto per gennaio quando partirà Arte Fiera, il momento in cui la città offre tutta se stessa allesterno». Già disponibile ad ospitare diverse iniziative, come la mostra di fumetti di Charles Burns per il festival BilBolBul, il soprintendente lancia poi alcune idee per esposizioni future. «Nel 2011 con la Cineteca abbiamo in programma una mostra sul cinema muto italiano, con un progetto di Dominique Paini che sottolinea come le pellicole italiane degli anni 20 siano le uniche ad ereditare la grande tradizione melodrammatica della pittura ottocentesca del nostro paese. E poi con il Mambo stiamo studiando una mostra che racconti la pittura monocroma, da Aspertini al contemporaneo, ma per questo siamo ancora alla ricerca di fondi. Infine presterò al Kunstmuseum di Berna il "San Sebastiano curato da Irene" dipinto dal Guercino per avere in cambio opere dalla loro ricca collezioni di grafica. E unopportunità che metterò a disposizione del Ministero e della città se amministrazioni e fondazioni vorranno organizzare un evento, ad esempio dedicato ai modernismi dellOttocento. Altrimenti proporrò questo credito maturato ad altri miei colleghi, ai quali, comunque, potrò chiedere prestiti per altre occasioni».