Questa mattina a Palazzo Reale sarà presentato il masterplan di Expo 2015 e cominceremo a capire qualcosa delle vere intenzioni di Lucio Stanca, di Letizia Moratti e, buon ultimo ma molto presente, di Roberto Formigoni. Nellombra si muove il governo: per il momento lExpo più che altro è stato un campo di battaglia. Da quello che vedremo si potrà forse dare una prima e parziale risposta alla domanda di sempre: Expo per chi? Lasciamo da parte per un momento le note questioni degli interessi economici, legittimi o meno, dei quali abbiamo discusso e discuteremo, proviamo ora ad avviare un dialogo di civiltà. LExpo vorrebbe, dovrebbe, dare risposta alla grande questione della nutrizione nel mondo, una questione che riassume in sé tutto: dalla fame alla salute, dalleconomia alla politica, dallambiente alla demografia. Partire col piede giusto vuol dire conoscere quel che è stato, quel che è e pensare a quel che sarà. La parte più difficile è guardare la realtà senza girare la testa dallaltra. I dati della fame, quelli della disuguaglianza, quelli delle sofferenze sono drammatici ma non serve vestire labito berlusconiano della spensierata allegria, quella di chi pensa che tutto comunque si risolva soprattutto se la gente non se ne preoccupa. Vedere la realtà in faccia non è unoperazione disfattista né tanto meno pessimista ma è il punto di partenza per la ricerca di un consenso ragionato nel tentativo di cambiare i nostri stili di vita e di convincere, con le armi della democrazia, il 10 degli adulti più ricchi che da solo possiede l85 della ricchezza mondiale - mentre la metà più povera della popolazione adulta del mondo dove spartirsi soltanto l1 - a farsi carico del problema della sopravvivenza del pianeta o se non altro a non opporsi, pur di salvare il livello dei suoi redditi, a qualsiasi cambiamento. Chi da sedici anni ha fatto questa scommessa è Agropolis International, lassociazione francese di Montpellier che raggruppa università, grandi scuole e istituti di ricerca e che mette insieme qualcosa come 2.500 ricercatori riuniti in un campus e in rete non solo tra di loro ma con chiunque si occupi del tema dellagricoltura e dellalimentazione mondiale. Agropolis ha dato vita a un museo - Agropolis Museum (www. museum. agropolis. fr) - un vivace luogo di ricerca e comunicazione sui sistemi di alimentazione di ieri e di oggi pensando al domani. La visita è interessante sia quando una voce suadente ti spiega gli eccessi della nostra nutrizione sia quando vedi, in una sala rotonda, costruito il desco immaginario dellumanità attorno al quale siedono, e parlano, gli ipernutriti, i diversamente nutriti e gli esclusi, sia quando vedi la storia del nostro modo di alimentarci. Ho chiesto alla simpatica direttrice se qualcuno dellExpo 2015 di Milano si fosse mai fatto vivo. Nulla. Nessuno stupore, noi siamo allavanguardia, noi siamo i più bravi, quello che fanno gli altri ci interessa poco, non abbiamo ancora capito che il progresso non è cominciare tutte le volte partendo da zero. No, siamo una retroguardia ma non ce ne accorgiamo perché abbiamo la testa girata allindietro come i maghi e gli indovini dellinferno dantesco.