altra italia - TUTTO È PRONTO UN APERITIVO E VIA... La kermesse apre i battenti oggi alle 18. Un calendario ricco di eventi a cominciare, stasera (ore 21), con un'assemblea metropolitana tra le diverse realtà del precariato della cultura, dello spettacolo e della formazione VENEZIA Irriconoscibile. Chi fosse passato per la spiaggia abbandonata di San Nicolò soltanto quattro giorni fa avrebbe detto che mai e poi mai una trasformazione, un recupero così radicale avrebbe potuto essere realizzato. E invece... infaticabili, chini a tagliare erbacce, con turni massacranti, i militanti di Global Beach hanno fatto l'impossibile. E a piantare la tenda oggi, se non si è visto il «prima», uno potrebbe pensare che la spiaggia, dopo tutto, è così. Già ma così, cioè una «signora spiaggia» non lo era affatto, San Nicolò. Per un attimo lo sconforto ha avuto la meglio, quando sabato scorso la burrasca ha divelto il tetto e fatto parecchi danni. Ma alla fine, domenica di lavoro, le cose sono state risistemate. E oggi tutto è pronto per il grande inizio. «Global Beach quest'anno - dice Tommaso Cacciari - nonostante il ricco programma non è un festival e nemmeno il campeggio estivo dei centri sociali. E non è neanche il riappropriarsi della vetrina della Mostra del Cinema per portare altri temi, come è stato nelle scorse edizioni, dalla guerra al Mose. Quest'anno Global Beach è molto diversa perché segna l'inizio di un percorso che vede intrecciarsi i movimenti, quanto accaduto nello scorso anno. A partire - insiste Cacciari - dall'Onda, il movimento degli studenti, che è stato il primo movimento che ha agito la crisi, non soltanto l'ha denunciata ma l'ha agito nel desiderio, espresso, di non volerla pagare. L'intreccio è con il mondo precario della fabbrica della cultura». Perché come «l'Onda subisce i tagli ad opera di un governo che si sta distinguendo per il suo attacco a formazione, cultura e ricerca, anche il mondo del lavoro della fabbrica della cultura subisce i tagli». È il mondo fatto da registi, sceneggiatori, lavoratori interinali, quello cui si riferisce Cacciari. E se la grande kermesse di Global Beach si aprirà questa sera alle 18 con l'aperitivo on the beach che darà il via alla manifestazione, poi, subito al lavoro, perché di carne al fuoco quest'anno a Global Beach ce ne sarà molta. A cominciare dunque dai precari della cultura nel loro intreccio con l'Onda. Questa sera alle 21 assemblea metropolitana per iniziare un percorso di coordinamento tra diverse realtà del precariato della cultura, dello spettacolo e della formazione, per fare il punto della situazione, per incontrare percorsi di innovazione culturale, per pensare strategie comuni di organizzazione, per decidere di mobilitazioni immediate e future. L'assemblea è aperta a tutti. partecipano: Global Beach, Precari della Biennale di Venezia, Precari di Mtv, Movem, Onda Anomala, S.a.L.E. «Questa assemblea - insiste Cacciari - è il primo appuntamento. A Venezia questa dimensione dei tagli ha una doppia valenza, perché la città sempre più si configura come una fabbrica della cultura metropolitana divisa in reparti». E i reparti sono occupati da lavoratori cognitivi e materiali. Con un dato, che emerge dall'inchiesta realizzata dal Sale sul lavoro nella fabbrica della cultura: la casualità della gerarchia. «Racconto il mio vissuto - dice Cacciari - per esemplificare. Sono partito facendo il facchino ma grazie al caso ho conosciuto una gallerista e l'anno dopo ero io ad impartire ordini, come assistente della galleria, ai funzionari della Biennale. E la casualità della gerarchia - insiste - è diffusa quanto la gratuità del lavoro. Cioè lo sfruttamento che le grandi fondazioni culturali, pubbliche e private, operano grazie al ricorso agli stages, agli studenti in Erasmus e via dicendo». Per approfondire e svelare il lavoro nella fabbrica della cultura ci saranno diversi momenti a Global Beach, a partire dal seminario di giovedì, formazione e fabbrica della cultura nella crisi, con Pierluigi Sacco (economista e docente Iuav - Arti Visive); Monique Veaute (Direttrice di Palazzo Grassi); Judith Revel (Filosofa, Université de Paris I); Andrea Fumagalli (economista, Università di Pavia). Un programma fittissimo, dunque. Domani, prima uscita dalla spiaggia. «Tagliamo la strada ai tagli sulla cultura» è lo slogan della street parade che alle 16 partirà per «riprendersi la Mostra del Cinema». Un'iniziativa per protestare contro i tagli del governo in merito a formazione e cultura, per dare consistenza ad un precariato che si vorrebbe frammentato e indifeso, per iniziare un percorso che non sia di mera difesa dell'esistente, ma volontà di trasformazione radicale della «fabbrica della cultura». Alla sera si torna in spiaggia per cenare e quindi per passare qualche ora con il collettivo francese Exyzt. Il collettivo è ormai ospite fisso a Venezia. Dalla Biennale architettura al Morion, da Planet K a Global Beach, Exyzt lascia il segno. «Dal riciclaggio alla riqualificazione urbana, il progetto Rebiennale assume forme diverse. Dal 2008, il lavoro che ci impegna con i veneziani - dicono gli Exyzt - investe gli spazi e i materiali "di scarto" con lo scopo di restituirli alla città e ai suoi abitanti. La presenza del turismo, in particolare durante gli eventi culturali o mostre internazionali potenzialmente rigenera i luoghi, spostare persone e materiali per dare vita ad uno spazio di vita possibile, per svelarne le potenzialità e contribuire ad una storia... quella di Global Beach è uno dei capitoli del progetto, noi ci saremo per occuparla e abitarla, per costruirla e raccontarla. La Mostra del Cinema segna la fine dell'estate e intendiamo partecipare approfittando degli ultimi raggi di sole sulle dune della spiaggia!». Venerdì appuntamento con il cinema. Alle 20, presentazione di Videocracy di Erik Gandini, regista che vive in Svezia ma è nato e cresciuto in Italia. Con Videocracy, torna nel suo Paese d'origine, per raccontare dall'interno le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da 30 anni. Fandango 2009 - presente alla 66 mostra internazionale del cinema nelle sezioni autonome: Settimana Internazionale della Critica (Sci) e Giornate degli Autori. Sabato serata dedicata all'autoproduzione e indipendenza. Urban Code e Sale presentano Headlines, in evidenza dal basso un'analisi sperimentale che indaga le contraddizioni della città contemporanea attraverso le pratiche del writing. A seguire proiezione di Bomb it! Il documentario esplosivo di Jon Reiss che investiga la più controversa e sovversiva forma di comunicazione: i graffiti.