Tornareccio è un museo a cielo aperto. Un tentativo «d'avanguardia» per rilanciare una forma d'arte che attraversa i secoli Questo paese abruzzese, conosciuto come «città delle api» cioè luogo di produzione di un miele pregiato, ospita da ormai quattro anni una rassegna d'arte legata ai mosaici che si sta conquistando uno spazio di tutto rilievo nel panorama dell'arte diffusa sul territorio. E dopo il recente terremoto ha affidato, è davvero il liet-motiv della rassegna di quest'anno, alle api un messaggio del tutto particolare per uscire da una situazione che si ingarbuglia sempre di più a dispetto degli ottimismi di Berlusconi. E naturalmente quando si parla di mosaici, e magari di quelli moderni e di qualità, non può che essere il nome di Gino Severini a campeggiare come un'icona su qualsiasi manifestazione che aspiri a diventare punto alto di qualità nel campo. Il mosaico di Gino Severini «Testa maschile» (1938) fa da logo e «concetto» della manifestazione, a dimostrazione di come questo paese abruzzese faccia molto sul serio. «Ritengo che anche un'esperienza come quella di Tornareccio - dice la critica d'arte Laura Gavioli - , che si prefigge una valenza educativa e divulgativa attraverso la fruizione di "popolare" dell'opera d'arte, non possa prescindere dall'omaggio al maestro che per primo ha compreso l'intrinseco valore del mosaico nella modernità: un'arte capace davvero di educare il popolo con la sfolgorante bellezza dei suoi materiali, con la sintesi forzata delle sue strutture formali, con l'armonia degli andamenti delle tessere». Così, da quattro anni, Tornareccio sta diventando un museo a cielo aperto fatto di mosaici installati sulle facciate delle case. I mosaici sono riproduzioni di bozzetti inviati da artisti di fama come Aligi Sassu, José Ortega, Ennio Calabria, Piero Guccione, Omar Galliani, Ruggero Savinio, Romano Notari e tanti altri. La regola prevede che ogni anno una giuria di esperti insieme alla popolazione locale sceglie tra i vari bozzetti inviati quali devono diventare mosaici l'anno successivo. I venticinque mosaici installati sulle facciate delle abitazioni sono ovviamente aperti tutto l'anno nelle varie stradine del borgo. I venti nuovi bozzetti in gara per diventare mosaici nel 2010 sono visitabili insieme alla personale «Sorriso amaro» (omaggio al film «Riso amaro» di De Santis) di Sergio Ippoliti, l'artista più votato l'anno scorso. Tra i venti quadri di quest'anno, ovviamente l'omaggio di tanti autori è proprio alla regina di questo paese, cioè l'ape. Ed è Pino Deodato a dare l'avvio con il suo colorato «Le api di Tornareccio per la ricostruzione». A seguire «Il giullare delle api» di Stefano Canepari, «Alveare» di Mauro Chessa, la felliniana e goduriosa «Ape regina» di Patrizia Comand, «Cuore di cera» di Adelchi Riccardo Mantovani, «Ronzio» di Matteo Massagrande, «Apigrad» di Ugo Pierri, «La casa delle api» di Paolo Volta, «L'apicultore» di Sergio Zanni. E tanti altri artisti che hanno nel ronzante e produttivo animaletto l'ispirazione per rafforzare la vocazione primaria di questo paese abruzzese. Ma l'iniziativa di Tornareccio non è soltanto arte applicata al territorio per moltiplicare la bellezza dei luoghi ma anche un tentativo «d'avanguardia» per rivalutare e rilanciare un'espressione umana ed artistica che ha attraversato i secoli, dai pavimenti di Aquileia e Pomposa alle decorazioni bizantine e paleocristiane fino alle espressioni della modernità di uno Chagall o di un Gaudì o di un Leger e di tanti altri oggi troppo rinchiusi nelle sale dei musei. Ecco, forse il merito di questo paese è proprio quello di aver riportato in piazza e nelle strade l'arte più popolare che esista.
CHIETI - TORNARECCIO. Nel paese delle api, alla scoperta dei mosaici installati sulle abitazioni
Tornareccio è un museo a cielo aperto che ospita una rassegna d'arte legata ai mosaici. Il paese abruzzese, noto per la produzione di miele, ha affittato le sue facciate alle opere d'arte per creare un'esperienza unica. I mosaici sono riproduzioni di bozzetti inviati da artisti famosi e sono stati scelti da una giuria di esperti e dalla popolazione locale. I mosaici sono aperti tutto l'anno e sono stati aggiornati con nuovi bozzetti per il 2010. L'arte è stata scelta per rivalutare e rilanciare un'espressione umana ed artistica che ha attraversato i secoli.
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