Tocca a Palazzo Vecchio fare la prossima mossa per far ripartire la ricerca della Battaglia di Anghiari, la leggendaria opera di Leonardo, che si ipotizza sia nascosta da secoli dietro una delle pareti del Salone dei Cinquecento. L'Enea (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) ha inviato al Comune la sua proposta per siglare il contratto di collaborazione che farà riprendere le ricerche, sotto la direzione del professor Maurizio Seracini, di Cisa3 (Centro di scienze interdisciplinari dell'arte, architettura e archeologia dell'Università della California a San Diego). «In materia di assicurazione afferma Roberto Rosa, ricercatore Enea esiste una normativa precisa che prevede che siano i datori di lavoro ad assicurare i propri dipendenti. E nel rispetto di questa normativa Enea ha proposto, a fine luglio, che ciascuna parte provveda ad assicurare il proprio personale dipendente». Mentre Palazzo Vecchio aveva approvato una proposta di convenzione, ad aprile, in cui chiedeva ad Enea di farsi carico di assicurare, oltre ai propri dipendenti, anche i dipendenti del Comune. E ora l'assessore alla cultura Giuliano da Empoli ha già preso in mano la situazione: «Sono in corso i contatti per definire la questione». L'Enea assicura che tutte le operazioni di ricerca, che applicheranno la tecnologia a neutroni per capire se il capolavoro di Leonardo è ancora custodito dietro i dipinti del Vasari, non sono pericolose: «Non sono complicate spiega Rosa e non prevedono dispositivi di protezione per i lavoratori. Faremo i lavori di notte, in modo da garantire l'apertura del Museo di giorno». È la prima volta che sarà usata questa tecnologia a questo scopo. È stata già usata per scopi militari per trovare ordigni dietro muri: «Siamo in realtà di fronte alla possibilità di sviluppare soluzioni tecnologiche che possono servire per altre decine di ricerche di capolavori perduti», conclude Serafini. (F.S.)