A poche ore dal commissariamento del Cnr, Lucio Bianco - presidente uscente suo malgrado - si dichiara sereno ma determinato: «Contro un atto che consideriamo illegittimo, faremo ricorso al Tar». Professor Bianco, il maggior ente italiano per la ricerca verrà guidato da un «tecnico». Come valuta la nomina - al suo posto e con poteri straordinari - del rettore della Luiss Adriano De Maio? Conosco bene De Maio e sono certo che sarà in grado di portare avanti l'attività del Cnr. Mi chiedo piuttosto se lui condivida sino in fondo il progetto di riforma e se sia nella condizione di decidere in modo autonomo i nomi dei tre vicecommissari che - come apprendo dalle agenzie insieme a tutto il resto - verranno nominati. In modo autonomo vuol dire indipendentemente da appartenenze politiche? Beh, che si sia pensato a ben tre vicecommissari quando sarebbe bastato un unico commissario fa pensare ad una spartizione; alla volontà di accontentare varie forze politiche. Lei ha parlato di atto illegittimo e di attacco alla Costituzione. Perché ? Qualsiasi commissariamento deve essere motivato da fatti eccezionali. Ora, il commissariamento del Cnr è stato motivato con la scadenza - alla fine di marzo - del consiglio direttivo. Ciò significa che il mandato è stato tagliato di due mesi quando, cioè, gli organi godono ancora dei pieni poteri. Anche lei «scade» a fine marzo? Il mio mandato scade - diciamo sarebbe scaduto - alla fine del 2005. E' per questo che nel caso in cui il Tar dovesse darci ragione io mi dimetterò immediatamente. Come, se il Tar le dà ragione lei si dimette? Ciò che mi sta a cuore è ripristinare la legittimità formale degli atti di governo, non difendere la mia poltrona. Inoltre, solo così potrei dare una lezione di stile ad un governo che non ha avuto neanche la cortesia istituzionale di avvertire. Del commissariamento, della mia destituzione, dell'approvazione della riforma degli enti sono venuto a conoscenza solo oggi, grazie alle agenzie di stampa. Eppure la bufera era nell'aria. Non ha mai cercato di incontrare il ministro Moratti? Nel corso dell'ultimo anno e mezzo ho scritto più volte al ministro chiedendo di essere ascoltato, di poter illustrare ciò che sinora era stato fatto ma anche ciò che necessitava di correzioni. Correzioni, non stravolgimenti perché né la missione né l'organizzazione scientifica del Cnr va stravolta. E l'ho chiesto individualmente, come presidente del Cnr, come e insieme ai membri del consiglio direttivo e del comitato scientifico. Quante volte le ha risposto Moratti? Nessuna. Le sembra corretto? I ricercatori hanno ribadito che continuerà la loro raccolta di richieste di anno sabbatico per poter svolgere attività di ricerca all'estero. Sono al loro fianco. Del resto, è l'unico modo di cui dispongono per manifestare al ministro insoddisfazione. Sia rispetto al metodo - visto che non c'è stato alcun dibattito preliminare - che ai contenuti. La riforma degli enti, a suo parere, è un attentato alla libertà di ricerca? Assolutamente sì. Il progetto del decreto legislativo riduce fortemente l'autonomia del Cnr che è - a tutti gli effetti - un ente di ricerca non strumentale, dunque assimilabile ad accademie e università e quindi dotato dello stesso grado di autonomia sancito dall'articolo 33 della Costituzione. Spero che le commissioni parlamentari pongano rimedio. Cosa s'intende per enti non strumentali? Enti nei quali la ricerca è libera da vincoli e non è legata al raggiungimento di obiettivi immediati. Enti nei quali la ricerca «serve» solo ad aumentare le conoscenze indipendentemente dalle applicazioni. Scuola, università, ricerca. Intravede una strategia precisa di affossamento? Quello che vedo è una completa incultura per l'alta formazione e la ricerca; una non conoscenza dei problemi reali e delle dinamiche che in tutti i paesi del mondo vigono in questo campo. Credo che questo governo stia facendo di tutto per affermare una cultura utilitaristica cui interessano solo risultati e applicazioni, una ricerca strumentale e di breve periodo inconciliabile con la vera ricerca: quella di base e a lungo termine.