Tutela dell'agro romano, utilizzo delle piazze storiche e pubblicità sui monumenti. Parla il neo direttore generale per i beni artistici e paesaggistici del Lazio, l'architetto Mario Lolli Ghetti, da pochi giorni nel suo ufficio con vista sull'Aventino. «L'agro romano è un bene fondamentale - sostiene - qualsiasi ipotesi di utilizzo deve essere attentamente valutato alla luce di questi fattori». E promette che studierà le carte sui vincoli apposti dalla sovrintendenza nella zona fra la Laurentina e l'Ardeatina. La pubblicità sui monumenti? «Necessaria per i restauri», ma lancia l'idea di opere d'arte contemporanee sulle impalcature sponsorizzate dalle ditte. Direttore generale. Il successore di Marchetti: agro da tutelare Le regole di Lolli Ghetti: «Pubblicità agli artisti» «I monumenti così sarebbero valorizzati» È tornato a Roma, sua città natale, dopo 15 anni passati fra la Toscana, l'Umbria e le Marche. L'architetto Mario Lolli Ghetti, nuovo direttore generale per i Beni artistici e paesaggistici del Lazio, si è da pochi giorni insediato nel suo ufficio con vista sull'Aventino. L'aspettano i problemi connessi alla tutela dell'agro romano, le infinite polemiche sull'uso delle piazze storiche, la pubblicità sui monumenti... La procedura di tutela avviata dalla sovrintendenza per una zona fra la Laurentina e l'Ardeatina prevista come edificabile dal piano regolatore ha scatenato un casus belli con il Campidoglio: che ne pensa? «Dal punto di vista storico, paesaggistico e culturale l'agro romano è un bene fondamentale: qualsiasi ipotesi di utilizzo deve essere attentamente valutato alla luce di questi fattori. Agirò nella linea delle osservazioni fatte dal ministero, dalle sovrintendenze competenti e dagli organi politici, ovviamente dopo avere studiato attentamente le carte». Si è parlato di 120 osservazioni al piano regolatore, non solo a sud della città, anche a nord... «Studierò le prescrizioni e ascolterò le varie sovrintendenze: l'agro è un bene fondamentale, ripeto, non deve essere dilapidato. Dopo di che bisogna sempre tener conto delle necessità di sviluppo di una moderna capitale». Vie e piazze storiche di Roma, come intende muoversi? «Ho visto con grande interesse e molto favore che sono stati emanati una serie di vincoli (alcuni in corso di elaborazione, uno l'ho visionato l'altro giorno) applicando il 'codice' dei beni culturali. Questo significa che qualsiasi progetto od opera deve essere sottoposto al vaglio della sovrintendenza». Occupazione di suolo pubblico e tavolini? «Devono garantire la luce e la fruizione dei monumenti». A proposito: e la pubblicità sui monumenti? «È un male necessario, perché aiutano a finanziare i restauri. Ma restauri necessari, non devono servire solo a mettere i ponteggi. Ma su questo ho un progetto». Quale? «Secondo me gli sponsor potrebbero avere egualmente un forte ritorno di immagine commissionando le illustrazioni sui ponteggi ad artisti, invece di andare avanti con la usuale e banale pubblicità». E in che modo? «Si potrebbero fare dei bandi di concorso per studiare allestimenti pittorici e decorativi sui telai da parte di grandi artisti (un esempio Mimmo Paladino o Tapiès) sostitutivi dell'automobile, delle borse o del reggiseno con la dicitura 'quest'opera è pagata dalla tale ditta...'. Con un arricchimento dell'offerta artistica della città aprendo all'arte contemporanea sia pure per un determinato periodo, e in ogni caso con un ritorno pubblicitario per lo sponsor». È favorevole all'inserimento di architettura contemporanea a Roma? «Solo dove Che dire allora dell'Ara Pacis? «È un'opera costruita, non torna indietro». E cosa pensa delle cancellate intorno ai monumenti? «Sono l'ammissione dell'impossibilità di provvedere altrimenti. C'è da dire, però, che storicamente molti monumenti, all'interno anche il colonnato del Pantheon, erano protetti con inferiate». c'è necessità». Meglio le telecamere? «Come deterrente vanno benissimo».