Nuovi reperti, ora tutto il Gymnasium potrà essere ricostruito. Ancora sorprese dai cantieri del metrò di piazza Nicola Amore. E questa volta quello che viene fuori dallo scavo potrebbe consentire agli archeologi di ricostruire il tempio che poi verrà installato nella stazione del metrò archeologico una volta ultimati i lavori. I reperti che sono venuti alla luce sono almeno tre: si tratta di due capitelli, due pezzi delle colonne del tempio grazie ai quali i tecnici ora sono in grado di ricomporre e ricostruire appunto il tempio. E poi di un «doccione» una sorta di grondaia, attraverso la quale trovava sfogo l'acqua piovana di età imperiale. Perché il tempio, secondo gli archeologi dovrebbe avere quella datazione. Ogni giorno che passa un nuovo tassello architettonico in ottimo stato di conservazione si aggiunge al disegno dell'imponente struttura giulio-claudia, tempio per il culto augusteo oppure gymnasium: frammenti del frontone, pezzi delle colonne, parti del pavimento a mosaico che - secondo gli esperti - si poggia su una base ancora più antica. Gli ultimi ritrovamenti dovrebbero essere quelli definitivi, e lo dimostra il fatto che le altre colonne sono state già impacchettate e sono pronte per essere spedite nel laboratorio di Piscinola. Qui i restauratori le faranno ritornare agli antichi splendori e vi ricostruiranno intorno i pezzi mancanti. Fatto questo lavoro il tempio verrà portato pezzo su pezzo di nuovo nella stazione di piazza Nicola Amore che dovrebbe essere la sua definitiva destinazione. Del resto quella sarà l'ultima fermata a essere terminata. Proprio per dare modo agli archeologi di portare a termine il loro compito. Ieri al Museo Archeologico c'è stata una conferenza stampa della direttrice scavi metropolitana Daniela Giampaola dove sono stati illustrati appunto gli ultimi ritrovamenti e soprattutto le barche romane rinvenute nel cantiere di piazza Municipio. Tre le imbarcazione restituite alla luce dagli archeologi dopo 2000 anni. E ieri al Museo c'erano anche gli esperti del laboratorio «Arc Nucléart» di Grenoble, già incaricati del recupero dei relitti nel sito archeologico di Pisa-San Rossore e che ora stanno lavorando in città. Piazza Municipio sarà ridisegnata intorno al metrò archeologico dall'architetto portoghese Alvaro Siza che tra qualche settimane dovrebbe consegnare il progetto definitivo. Siza ha previsto addirittura due piazze: una a venti metri di profondità, l'altra in superficie. L'idea è quella di riportare la piazza agli antichi splendori. Antichi perché Siza per ridisegnarla ha studiato la conformazione di quello spazio risalendo fino all'antichità, per arrivare poi all'età angioina quando lo «spazio» è divenuto piazza vera e propria. Epoche in cui attraverso il sito la città si collegava al mare. Il tunnel pedonale, l'agorà sotterranea, il filo rosso attraverso il quale Napoli riabbraccerà il suo mare. Il futuro è il passato riveduto e corretto: basta pensare che anche il fossato del Maschio Angioino non sarà più lo stesso. Spostato in avanti, sarà quella parte della piazza sotterranea dove troveranno posto bar, ristoranti, locali commerciali e luoghi di aggregazione con vista mare.
NAPOLI - Metrò, Piazza Amore: riemerso l'intero tempio romano
Gli scavi del metrò di piazza Nicola Amore hanno rivelato nuovi reperti che consentiranno la ricostruzione del tempio giulio-claudio e del gymnasium. Sono stati trovati due capitelli, due colonne e un doccione, che permetteranno agli archeologi di ricostruire la struttura. I reperti sono stati trovati in ottimo stato di conservazione e sono stati impacchettati per essere spediti in laboratorio. Una volta completati i lavori, il tempio verrà ricostruito nella stazione del metrò archeologico. Allo stesso tempo, gli scavi hanno rivelato anche barche romane che sono state restituite alla luce.
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