Napolitano: ora si ascolti il Comitato ROMA Il piano delle opere e delle manifestazioni per celebrare, nel 2011, i 150 anni dell'Unità nazionale è stato presentato ieri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sono saliti al Quirinale e hanno spiegato le linee generali del progetto. Viene confermato che saranno portate a termine undici grandi opere, sette delle quali sono già in fase di realizzazione, mentre quattro sono ancora prive di finanziamento. Berlusconi ha dato assicurazione che il governo si impegna a reperire i fondi necessari. Le quattro opere in questione sono il Palazzo del cinema a Venezia, l'Auditorium del Maggio a Firenze, il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e l'Auditorium di Isernia. Durante il governo Prodi era stato preparato un elenco molto più ampio di opere, ma la crisi economica ha imposto tagli severi e una pianificazione improntata all'essenzialità. Si è resa necessaria la cancellazione di ben cinquanta iniziative, con un risparmio di 600 milioni di euro. L'intenzione manifesta è dare alle celebrazioni un carattere di massima sobrietà, in contrasto con quella che alcuni temevano potesse diventare «una celebrazione edilizia». Il programma elaborato dal ministro Bondi si affida soprattutto a manifestazioni di carattere culturale. Vuole coinvolgere la scuola e animare dibattiti su questioni ancora aperte come il problema del Mezzogiorno. «Il nostro governo ha detto il ministro ha sempre pensato alle molte Italie, perché la caratteristica principale del nostro Paese, dell'Italia, è di avere storie diverse. E sono queste storie che hanno prodotto il patrimonio culturale di cui l'Italia è oggi orgogliosa. È su questa base che ho lavorato alle mie proposte ». In altre parole, attenzione al valore dell'Unità nazionale, ma tenendo conto delle varie realtà locali e della ricchezza storica e culturale che esse rappresentano. Le celebrazioni occuperanno un arco di tempo che va dalla primavera all'autunno del 2011. L'elenco delle manifestazioni contempla numerose attività sportive. Mentre Torino, Firenze e Roma, le città capitali, saranno teatro di festeggiamenti e rievocazioni storiche ripresi in diretta dalla Rai. Si vuole sfruttare l'occasione dei 150 anni per rafforzare l'identità nazionale. E in questo la televisione avrà un ruolo centrale, portando nelle case degli italiani le storie degli uomini e degli eventi che permisero di conseguire l'unità della nazione. Il presidente Napolitano ha molto apprezzato il passo compiuto dal governo. Ma ha semplicemente preso atto del programma elaborato, dicendo che non tocca a lui esprimere valutazioni sulle iniziative, un compito di cui dovrà occuparsi l'apposito comitato dei garanti per le celebrazioni presieduto dall'ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Alla fine di luglio, il presidente Napolitano aveva inviato al governo una lettera per sollecitare la preparazione del piano e avviare il lavoro necessario a far svolgere in una degna cornice le manifestazioni per un anniversario tanto significativo. Subito dopo Ferragosto il capo dello Stato era tornato sull'argomento dicendo di essere ancora in attesa di una risposta da parte di Palazzo Chigi, mentre «la scadenza comincia a non essere lontana». Poi il 29 agosto Berlusconi aveva inviato al Quirinale una risposta con la quale assicurava che il programma sarebbe stato pronto entro breve tempo.
ROMA Il premier va al Colle. Via libera a 11 opere per l'Unità d'Italia
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto ieri il piano delle opere e delle manifestazioni per celebrare i 150 anni dell'Unità nazionale. Il piano, presentato dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, prevede undici grandi opere, sette delle quali sono già in fase di realizzazione. Le quattro opere in questione sono il Palazzo del cinema a Venezia, l'Auditorium del Maggio a Firenze, il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e l'Auditorium di Isernia. Il governo si impegna a reperire i fondi necessari per le opere.
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