Carabinieri. Torna alla «Casa di Dante» a Trastevere, grazie ai carabinieri del reparto Tutela patrimonio culturale, un prezioso volume del Cinquecento trafugato dalla biblioteca nel 2000. L'antico tomo, recuperato nella casa di un professionista romano nel corso di una perquisizione domici-liare, del valore di circa 20 mila euro, apparteneva a un complesso di 80 preziosissimi volumi entrati nella collezione pubblica in seguito a una donazione privata. Le indagini, concluse nel gennaio di quest'anno grazie ad un'azione di controllo del mercato degli antiquari, hanno permesso inoltre di recuperare altri due importanti volumi antichi del 1600, trafugati rispettivamente della biblioteca della Residenza del Gesù e dalla biblioteca della Pontificia università Antoniana di Roma, e vari reperti archeologici databili intorno al I secolo d.C., per un valore di circa centoventimila euro. L'attività, condotta inizialmente d'iniziativa e successivamente sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha permesso l'identificazione e la denuncia in stato di libertà di un libero professionista romano, nella cui abitazione, nel corso della perquisizione, è stato rinvenuto gran parte del materiale sequestrato.
ROMA - Casa di Dante, tornano i libri rubati
Carabinieri. Torna alla Casa di Dante a Trastevere, grazie ai carabinieri del reparto Tutela patrimonio culturale, un prezioso volume del Cinquecento trafugato dalla biblioteca nel 2000. L'antico tomo, recuperato nella casa di un professionista romano nel corso di una perquisizione domici-liare, del valore di circa 20 mila euro, apparteneva a un complesso di 80 preziosissimi volumi entrati nella collezione pubblica in seguito a una donazione privata. Le indagini, concluse nel gennaio di quest'anno grazie ad un'azione di controllo del mercato degli antiquari, hanno permesso inoltre di recuperare altri due importanti volumi antichi del 1600, trafugati rispettivamente della biblioteca della Residenza del Gesù e dalla biblioteca della Pontificia università Antoniana di Roma, e vari reperti archeologici databili intorno al I secolo d.C., per un valore di circa centoventimila euro. L'attività, condotta inizialmente d'iniziativa e successivamente sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha permesso l'identificazione e la denuncia in stato di libertà di un libero professionista romano, nella cui abitazione, nel corso della perquisizione, è stato rinvenuto gran parte del materiale sequestrato.
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