SEGRETARIO REGIONALE AMMINISTRATIVO PDL CONSIGLIERE PROVINCIALE DI PRATO Il dibattito sulla politica culturale a prato aperto dall'assessore Beltrame merita una ulteriore riflessione sul ruolo degli enti locali in questo settore. La limitatezza crescente dei fondi disponibili dovrebbe aver fatto capire a tutti che il periodo delle erogazioni a pioggia e indiscriminate è ormai finito. Ma la riflessione che propongo è sull'utilità (e non solo la necessità) della progressiva riduzione dell'intervento pubblico nella cultura. E questo per alcuni motivi. In primo luogo se le attività culturali sono finanziate dagli enti pubblici e vivono di risorse erogate da apparati politico burocratici è fatale che svolgano una cultura di "regime", funzionale ai potenti di turno. Nei modi che l'assessore Beltrame ha chiaramente evidenziato. In secondo luogo non si deve pensare che i contributi alla cultura siano gratis. Ma c'è sempre chi paga (il contribuente) e qualcun altro che riceve. Può apparire demagogico, ma la situazione è quella di un robin hood alla rovescia che sottrae risorse (mediante la leva fiscale) ai lavoratori per destinarle al soddisfacimento dei bisogni di una parte della popolazione, certamente quella di più elevati standard culturali e reddituali. Destinare risorse ad un settore oggi significa distrarle da altre destinazioni. Coloro che rivendicano maggiori finanziamenti alla cultura, dovrebbero - per onestà intellettuale - indicare i tagli in altri settori dell'attività degli enti locali (servizi sociali, sviluppo economico ecc). Infine, il finanziamento pubblico della cultura -che spinge quanti operano in tale ambito più a intercettare le risorse pubbliche che a cercare di soddisfare il pubblico - causa un generale scadimento delle iniziative culturali. E gli esempi potrebbero essere moltissimi a Prato ed altrove. E' quindi utile e non solo necessario dare seguito alle indicazioni dell'assessore Beltrame. Pensando ad un maggiore coinvolgimento dei privati, ad una erogazione pubblica che sia proporzionata ad una frazione dei ricavi ottenuti da utenti delle manifestazioni e privati, alla realizzazione di fondazioni onlus che potrebbero beneficiare del 5 per mille irpef destinato dai cittadini che così facendo potrebbero anche esprimere il proprio gradimento per le varie iniziative culturali. Per uscire dal circolo vizioso prodotto dalla scarsità di fondi e dalla inadeguatezza delle iniziative occorrono idee nuove e coraggio. Nell'interesse della cultura e dell'intera società pratese. Giovanni Luchetti segretario regionale amministrativo pdl consigliere provinciale di Prato