Meno spese, stand anche nella Fiera di Fuksas, un grande parco: ecco il 2015 disegnato dagli architetti Niente accordo sul futuro dei terreni: si faranno solo strutture leggere che si potranno smontare dopo la chiusura Le nuove strutture saranno meno del previsto, recuperando spazio nellutilizzo della Fiera già esistente, perché bisogna risparmiare. Dentro, quasi fossero mega-serre, le colture di mezzo mondo con marchingegni bioclimatici per ricreare temperature e odori di tutte le latitudini. Fuori, unarea espositiva occupata per lo più da un parco e dagli appezzamenti coltivati. Sarà una sede verde, ecosostenibile, nella forma prima che nella sostanza. Meno cemento. Un laboratorio della biodiversità, questo il nuovo marchio da rivendere al mondo, con il guru dello slow food Carlin Petrini a collaborare al progetto: il «lungo tavolo dove lintero mondo potrà sedersi» ne sarà la traduzione fisica, con i padiglioni che si affacceranno su di esso. Ma, dopo la crisi economica e lemergenza Abruzzo, quella che sarà presentata martedì sarà anche unExpo più piccola e più economica di quanto era stato promesso con il progetto di candidatura. Il budget con cui Milano ha vinto prevedeva una spesa per le opere, tra sito, strade e parcheggi, di tre miliardi di euro. Ottocento milioni, però, sono già spariti con la metrò 6 che avrebbe dovuto portare a Rho-Pero i visitatori. Ci sono i soldi del governo ma, in realtà, il ministro Giulio Tremonti non ha ancora fatto sapere che cosa davvero arriverà da qui al 2015. Dallaltra parte, buio fitto su 851 milioni che dovevano arrivare dagli enti locali e su 892 da incassare dai privati. È su queste basi che i cinque architetti capitanati dal milanese Stefano Boeri - linglese Richard Burdett, lo svizzero Jacques Herzog, lo spagnolo Joan Busquets, lamericano William McDonough - hanno dovuto lavorare. Il risultato è una visione, che martedì sarà presentata ufficialmente, dove le architetture soft sono la carta vincente. Il patron dellExpo spa, Lucio Stanca, lo definisce il «masterplan concettuale». In pratica il pre-piano urbanistico: solo linee guida che saranno poi i vincitori dei bandi di concorso internazionali a tradurre in progetti concreti. Della torre di 200 metri che doveva svettare su canali, laghetti, sui robustissimi padiglioni e sulla Via dacqua, non cè più traccia. LExpo dagli effetti-speciali, propagandata da video e réclame della computer grafica ma soprattutto dal dossier ufficiale di candidatura, è diventata unaltra cosa. Qualche maligno lha già ribattezzata «Expo usa e getta», nel senso che i nuovi padiglioni sono stati pensati come strutture leggere, di vetro e metallo, smontabili alla fine della fiera. Una scelta che guarda allambiente, certo. Ma che in realtà è imposta dalla paralisi della politica: ancora non è stato deciso cosa dovrà esserci a Rho-Pero dopo il 2015, nelle aree che serviranno per lEsposizione. In casa centrodestra, del resto, si continua a litigare e le grandi manovre per le Regionali e per le imminenti nomine in Fondazione Fiera, una delle casseforti del potere lombardo, interferiscono su Expo. Nel frattempo molti in Fiera vedono come fumo negli occhi la possibilità di prestare i propri padiglioni nel 2015. E nel frattempo non si è ancora trovato un armistizio su chi dovrà gestire e come i cantieri: la fusione tra Infrastrutture lombarde del Pirellone e Sviluppo sistema Fiera, tanta cara a Roberto Formigoni, rischia di sfumare per una crescente ostilità di Bossi. Che ha messo il suo fedelissimo Roberto Carioni sia alla guida di Sviluppo sistema Fiera sia nel consiglio damministrazione dellExpo spa.
MILANO - Serre, campi e un tavolo dal mondo a Rho-Pero ridotti i padiglioni
LExpo 2015 a Milano sarà una manifestazione più piccola e economica rispetto a quanto promesso con la candidatura. Il budget previsto per le opere è stato ridotto a 1,2 miliardi di euro, a causa della crisi economica e dell'emergenza in Abruzzo. I cinque architetti che hanno vinto il concorso per il progetto hanno lavorato per creare un masterplan concettuale, con strutture leggere e smontabili, che recuperano spazio nellutilizzo della Fiera esistente. Il progetto prevede un parco e appezzamenti coltivati all'interno della Fiera, con marchingegni bioclimatici per ricreare temperature e odori di tutte le latitudini.
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