In barca La dimora di Vedio Pollione, lex schiavo diventato ricchissimo che lanciava i servi distratti nella vasca delle murene Il parco archeologico di Posillipo, ma anche la Grotta di Seiano e unimmersione alla Gaiola con il battello sottomarino Oggi e nel prossimo weekend continuano i viaggi di Artecard nella "Baia di Napoli" Lo splendido paradiso in terra appartenuto a Vedio Pollione, che domina la baia di Trentaremi e la Gaiola, è una vera bellezza della natura. La villa "Pausilypon" dal greco "pausa dagli affanni" che Pollione, schiavo affrancato e poi ricchissimo cavaliere ai tempi della Roma di Augusto, aveva voluto sulla collina più bella di Napoli e a cui aveva dato il nome, lascia col fiato sospeso. E oggi il parco archeologico Pausilypon, di recente riaperto al pubblico, si offre ai visitatori con tour dedicati e visite guidate in programma anche il prossimo weekend (stamattina e domenica prossima partenza alle 10.30, sabato 12 partenza alle 9). È lultimo appuntamento con il viaggio lungo la costa campana "Baia di Napoli" offerto da Campania Artecard Plus, promosso da Scabec (Società campana per i beni culturali). La fine di un progetto che, dopo i Campi Flegrei, apre un fine settimana di visite guidate non soltanto al parco archeologico di Pausilypon, ma anche allantico passaggio della grotta di Seiano per concludersi con una immersione nel parco sommerso della Gaiola, a bordo del battello sottomarino. Larea della villa di Pollione oggi visitabile racchiude un tempio, un teatro con 2000 posti, un odeion, un piccolo stadio con vista mare, un porto (sommerso, assieme ad altri ambienti a causa del bradisismo) e decine di ettari di verde tuttintorno affacciati sul mare del golfo. Qui si consumarono tante efferatezze di Pollione, conosciuto in tutta Roma per il cattivo carattere. Litinerario prosegue attraverso la Grotta di Seiano, scoperta nel 1840 durante la costruzione della nuova strada per Posillipo, grazie ad un incontro fortuito tra il re Borbone e lo scugnizzo Michele: Ferdinando II lo saluta e segue il giovinetto dallaria sveglia e lo vede scomparire nel vallone di Coroglio, nellimbocco di un tunnel. Così apprende dellesistenza di un cunicolo percorribile soltanto per un breve tratto. Dà subito ordine di liberare la galleria in tufo e i lavori ne consentono lapertura soltanto un anno dopo. Da allora la Grotta diviene meta dei viaggiatori da tutto il mondo. Quel tratto viene attraversato anche da Hermann Melville, lautore di "Moby Dick". La seconda guerra mondiale trasforma il tunnel in rifugio per gli abitanti di Bagnoli e per il monumento seguono trentanni di abbandono. La visita si completa con larea sommersa della Gaiola che accompagna il visitatore sui fondali a pochi metri di profondità dove si incontrano resti di approdi, ninfei, e soprattutto peschiere, le vasche per lallevamento del pesce. Per costruirle Lucullo fece tagliare una parte della collina di Pizzofalcone. Le peschiere intorno alla villa Pausilypon sono passate agli "annali" invece, come ci tramandano Seneca e Plinio, per labitudine di Pollione di gettare gli schiavi distratti in pasto alle murene che proprio in quelle peschiere venivano allevate. Nei fondali a levante delle isole della Gaiola sono ancora visibili i resti di quelle vasche.