Appennino. Gli aderenti al progetto della comunità montana riceveranno un canone a scomputo delle spese di ristrutturazione Finora sono 200 gli immobili storici da riqualificare destinati all'accoglienza turistica - LE RISORSE Una società avrà il compito di raccogliere fondi pubblici e prestiti bancari per finanziare il progetto e gestire l'albergo diffuso Come si può far rivivere antichi borghi quasi disabitati, affacciati su vallate incontaminate ricche di storia, castelli, fiumi (il Magra e i suoi affluenti), protetti dalle montagne e dal mare? La scommessa che si prepara a giocare la Lunigiana, appendice della Toscana incastrata tra Liguria ed Emilia, a 20-30 minuti dal Golfo dei poeti e dalle spiagge della Versilia, è proprio quella dell'ospitalità turistica di qualità, tramite l'alleanza tra enti pubblici e proprietari immobiliari privati. I primi si impegnano a migliorare le infrastrutture, le tecnologie, i musei, l'arredo urbano e l'offerta culturale; i secondi recuperano gli edifici storici inutilizzati per dar vita a un albergo diffuso gestito in modo unitario (piccoli borghi ristrutturati e aperti all'ospitalità). Il tutto senza mettere mano al portafoglio. Qui sta la novità del progetto «Borghi vivi», a cui aderiscono tutti i 14 comuni della Lunigiana coordinati dalla locale comunità montana. L'essenziale è, piuttosto, che i proprietari immobiliari mettano a disposizione gli edifici da restaurare per almeno 25 anni, in cambio di un canone che almeno questa è l'ipotesi andrà a scomputo delle spese sostenute per la ristrutturazione. Ai lavori di recupero e alla futura gestione dell'albergo diffuso penserà una società che avrà il (non facile) compito di racimolare risorse pubbliche e prestiti bancari per finanziare, appunto, il maxi-cantiere Lunigiana. I primi passi del progetto sono stati avviati nei mesi scorsi, con la pubblicazione da parte di alcuni comuni (Licciana Nardi, Bagnone, Villafranca, Pontremoli, Aulla) degli avvisi pubblici per sollecitare la manifestazione di interesse dei privati. Per adesso hanno risposto all'appello 120 proprietari immobiliari, disponibili a destinare ad accoglienza turistica 200 immobili storici, per un totale di circa 14mila metri quadrati. Con i prossimi avvisi che saranno banditi dagli altri comuni dell'area, i metri quadrati a disposizione dovrebbero salire almeno a 50mila. Con una spesa (minima) di recupero pari a mille euro al metro quadrato, l'investimento complessivo potrebbe aggirarsi sui 50 milioni. «In settembre tireremo le somme spiega Paolo Bissoli, da un anno presidente della Comunità montana della Lunigiana e avremo un quadro più preciso del patrimonio da recuperare e delle caratteristiche degli immobili: quanti sono, come sono, dove sono. A quel punto definiremo la società-veicolo che seguirà il progetto. L'idea iniziale di costituire una nuova Spa per fare gli investimenti e gestire l'offerta turistica non sembra più attuale, ma potremmo affidarci all'Erp, la società pubblica che gestisce le case popolari (che però la Regione Toscana ha in progetto di aggregare con altre di bacini limitrofi, ndr) e che potrebbe così ampliare i propri compiti». Certo è che l'efficienza dell'investitore-gestore, e dunque la governance, sarà fondamentale per mettere le ali al progetto. Sul quale, inoltre, aleggia anche l'incertezza del destino delle comunità montane, messe a rischio dal Codice delle autonomie approvato in via preliminare dal Governo. «La verità è che lavoriamo su un terreno normativo "mobile" spiega Pietro Leoncini, segretario generale della Lunigiana che rende tutto più difficile». Fatto sta che a quattro anni dallo studio di fattibilità sui «Borghi vivi», firmato da Sviluppo Italia per conto del ministero dell'Economia, stanno prendendo corpo i primi interventi pubblici. «Sono in corso le progettazioni di reti museali, attrezzature turistiche, ristrutturazioni di edifici pubblici spiega il presidente della Comunità montana che saranno realizzate grazie soprattutto a finanziamenti europei». La speranza è far tornare a vivere i tanti piccoli centri semi-spopolati dall'emigrazione, meta ideale per italiani e stranieri in cerca di tranquillità.