Ranieri: «La statua dei Mille rinascerà». Ma è scontro con la Soprintendenza IL MONUMENTO DEI MILLE abbandonato al degrado e ricoperto dal guano dei piccioni che lo hanno eletto a propria dimora? «La responsabilità non è del Comune ma del ministero dei Beni culturali che, subito dopo le elezioni del 2008, ha revocato il finanziamento da 200 mila euro già stanziato per completare il restauro», attacca Andrea Ranieri, assessore alla cultura di Palazzo Tursi. Critiche velate anche nei confronti della Soprintendenza che, ricorda Ranieri, «nei primi mesi del 2008 aveva il compito di predisporre la gara per l'esecuzione dei lavori» ma che, «non avendola falla, si è vista cancellare il finanziamento». «Nel 2008, vinte le elezioni, - incalza Ranieri - il governo ha revocato tutti i finanziamenti non ancora impegnati dalle Soprintendenze, tra cui quelli relativi al monumento di Quarto: un atto di profonda ingiustizia che deve essere riparato dal governo, l'Italia deve quei soldi alla nostra città». Attorno alla grande opera in bronzo realizzata tra il 1910 e il 1915 dallo scultore Eugenio Barone per ricordare la partenza di Giuseppe Garibaldi e dei suoi Mille dallo scoglio di Quarto alla volta di Marsala, si profila uno scontro politico-istituzionale in piena regola. «Non c'è stata alcun ritardo nelle procedure di espletamento della gara», ribatte f architetto Franco Boggero, ispettore della Soprintendenza e tra i responsabili, assieme al collega Piero Donati, del cantiere per il restauro del monumento, liberato dalle impalca ture circa otto mesi fa, a lavori appena iniziati: «E stato il Comune, semmai, a manifestare inerzia. Quando abbiamo avuto sentore che il ministero poteva bloccare i fondi per il restauro, abbiamo immediatamente inviato a Ranieri una lettera in cui segnalavamo il rischio di perdere i finanziamenti esortando il Comune a fare opportune pressioni a Roma. Ma l'assessore non ci ha mai risposto». Non basta: «Se Ranieri vuole giocare a scaricabarile, lo facciamo anche noi ricordandogli che la statua di Raffaele De Ferrari Duca di Galliera è ancora abbandonata sul greto del Polcevera malgrado sei mesi fa f assessore avesse promesso che sarebbe stata degnamente ricollocata». Ma il vero bersaglio è il governo, accusato di sottovalutare l'importanza delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia e, soprattutto, di disconoscere il ruolo di protagonista che Genova dovrebbe legittimamente avere in questo contesto. Per il semplice fatto che «senza i Mille tutto il resto non ci sarebbe». Lo sbarco dei garibaldini avvenne un anno prima, quindi sarà celebrato un anno prima, nel 2010, rispetto al clou della manifestazione peri 150 anni dell'Unità. «Genova, in controtendenza rispetto alle azioni del governo - continua Ranieri - vuole contare, eccome, nell'evento. E lo farà con due manifestazioni: la regata delle Tall Ships, dall'8 all'11 aprile, con partenza appunto dallo scoglio di Quarto e arrivo a Marsala, e la giornata dell'inno nazionale, il 10 dicembre, a Oregina con la partecipazione di tutte le bande legate al Risorgimento». Con un monumento garibaldino ridotto a toilette per piccioni, la brutta figura sarebbe assicura. «Per questo faremo di tutto per rimetterlo a posto - dice Ranieri - anche cercando sponsor a livello locale (di questi tempi non abbiamo disponibilità di risorse pubbliche). Tutti devono fare la loro parte: dai parlamentari liguri alla Regione, dal municipio alle scuole. Ben vengano squadre di volontari disposte a ripulire, regolarmente, la statua o scuole disposte a prendersi cura del monumento di Quarto, così come avvenuto per altri monumenti». «Questa è una battaglia politica e culturale che certamente vinceremo: il monumento, nel 2010, sarà pronto», assicura Ranieri. Una battaglia, fa ancora notare il responsabile della Cultura nella giunta Vincenzi, avviata dal sindaco nel luglio 2008 con una «dura lettera al ministro Bondi per sollecitare il ripristino del finanziamento». La missiva, a quanto pare caduta nel vuoto, è stato l'atto culminante di una vicenda tormentata. Ranieri ripercorre le tappe salienti: «Nel 2000 il Cnr e l'Istituto centrale del restauro hanno deciso di sottoporre il monumento di Quarto a un restauro che diventasse modello su scala nazionale per il recupero delle opere in bronzo vicino al mare». L'iniziativa fu sancita da un convegno, nel 2004 a Palazzo Tursi, una mostra e un catalogo. Nel 2007 il monumento dei Mille viene circondato dalle impalcature: «Un cantiere didattico aperto al pubblico», ricorda Ranieri. Si spendono i primi 80 mila euro per il restauro della figura di Garibaldi. «A fine 2007 - dice ancora Ranieri - ci viene comunicato che il finanziamento promesso dal comitato nazionale per il Bicentenario della nascita di Garibaldi non è pi disponibile. Ma la (ex) direttrice regionale della Soprintendenza, Liliana Pittarello, riesce a ottenere i 200 mila euro necessari dal ministero, che infine li revoca». I ponteggi sono stati rimossi nel dicembre 2008: «Ho dato io la disposizione -ammette Ranieri - perché, a lavori fermi, contribuivano ad accrescere ancora di più il degrado generale». DA PLINIO E ROSSO APPELLO A BONDI: «SERVONO FONDI» Gianni Plinio PLINIO e Matteo Rosso, consiglieri regionali del Pdl, ciascuno per proprio conto, scrivono al ministro dei Beni culturali, Alessandro Bondi, affinché conceda alla città i fondi necessari al completo restauro del monumento dei Mille in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. «È ridicolo e vergognoso - scrive Plinio - invitare il Presidente Napolitano per commemorare la partenza dei Mille dallo scoglio di Quarto, come vuole fare il sindaco Vincenzi, e poi farglielo trovare decrepito e sommerso di escrementi». Plinio denuncia altresì «sia la negligenza dell'amministrazione comunale genovese che ha sempre trascurato questo luogo sacro alla storia patria sia le scelte sconsiderate della giunta regionale, che non ha destinato a Genova un solo Euro dei 10 milioni concessi dal governo alla Liguria per le celebrazioni unitarie». La scultura dedicata ai Mille ed il belvedere di Quarto dove è si trova il complesso monumentale in bronzo - scrive Rosso - dovrebbero essere un biglietto da visita per la nostra città ed invece diventano il simbolo di quel degrado e trascuratezza che caratterizza la politica dell'abbandono dei quartieri messa in atto dal sindaco Vincenzi».