Governance territoriale. Pronto il progetto Urban labor della Regione In prima linea Fondazione Cariparo e Confindustria Prove di governance territoriale a Rovigo. Il progetto Urban labor, avviato a fine giugno dalla Giunta regionale del Veneto, punta a creare un quadrante urbano polifunzionale a nord della città, riqualificando una vasta area periferica e trasformandola in una cittadella scientifica d'avanguardia. L'obiettivo è potenziare il polo tecnologico e di ricerca già presente per attirare investimenti oltre i confini locali. Il primo passo sarà dare un assetto organico alla zona che ruota attorno all'università e al centro fieristico cittadino per creare un polo integrato di servizi tecnologici, servizi, di ricerca e sviluppo delle nanotecnologie. Il secondo, dare un assetto urbanistico nuovo a una vasta parte di periferia puntando sulla qualità dello sviluppo edilizio. «Si tratta precisa Renzo Marangon, assessore regionale all'Urbanistica di nuovi scenari urbani per una parte di città sinora marginale dove si andranno a creare opportunità di crescita lavorativa e culturale. Ora spetta al Comune individuare i criteri urbanistici per gli insediamenti. L'area sta già attirando l'interesse di cordate di imprenditori a livello nazionale e bisogna evitare che la carenza di programmazione apra a speculazioni edilizie senza ritorno sul territorio». Il progetto interessa un'area che si estende su circa 192 ettari a nord del capoluogo e in cui si possono identificare tre comparti. Il primo comprende il Centro servizi di Rovigo (Censer) ovvero il polo fieristico della città, l'Università, il centro commerciale esistente e la restante area produttiva, oltre al centro rurale Porta Adige e l'area agricola circostante. Nel secondo comparto si trovano un'ampia area produttiva, con destinazione sia artigianale che commerciale-industriale, posta tra la ferrovia e via Chiarugi, e un'area residenziale. Il terzo lotto comprende l'area dove si trovano la struttura dell'ex ospedale psichiatrico, da tempo in cerca di recupero, la Corte Carrare e l'Istituto sperimentale di bieticoltura, che si affaccia su via Amendola, a meno di un chilometro dal casello autostradale A13. «L'intervento aggiunge Fausto Merchiori, sindaco di Rovigo - è già previsto nel Piano di assetto territoriale (Pat) che verrà approvato in autunno, e mira a potenziare la funzione di ricerca in loco con ricadute su infrastrutture e sviluppo produttivo. La sfida è attirare investimenti e risorse comunitarie». La Regione attiverà il gruppo di studio per coordinare il progetto anche a stralci, ma le risorse andranno individuate fuori dai canali pubblici. In prima linea ci sono la Fondazione Cariparo e gli imprenditori di Confindustria che guardano alla presenza nell'area del laboratorio Tesi (ricerche in ordine al miglioramento nella produzione di materie plastiche) come vantaggio per l'insediamento di un incubatore e aziende del settore nano-bio. Secondo Fabrizio Rossi, presidente di Unindustria Rovigo: «È un progetto strategico in cui è necessaria una forte sinergia da parte del mondo politico ed economico, per il quale risorse e velocità devono essere messe in primo piano, perché gli imprenditori non possono investire sulle parole della politica». Dall'autunno il progetto Urban Labor sarà quindi al centro di una serie di incontri di presentazione a istituzioni e associazioni di categoria mentre a ottobre saranno presentati i progetti di riqualificazione dell'area elaborati dagli studenti di architettura nell'ambito del protocollo di intesa siglato dal Comune e Università di Ferrara. Il progetto dovrà innanzitutto armonizzare luoghi sinora trascurati dalla crescita urbana con le nuove esigenze di sviluppo sostenibile, cercando di creare valore per persone e insediamenti. Renzo Marangon ASSESSORE REGIONE VENETO