Dalle celebrazioni per i 150 anni spariscono gli sprechi voluti da Prodi. Il programma già approvato dal Quirinale I 150 anni dell'Italia capitano proprio mentre il Paese ha il portafogli vuoto. E allora festeggiamenti sì, ma senza strafare. Sarà un compleanno low cost. Poche bottiglie di Moet e largo sfoggio di fantasia. Alcune concessioni al regionalismo e al dialetto (così il Senatur si dà pace) e tanta roba nazional-popolare. Un filo retorica, ma ci sta. Eccolo il piano elaborato dal ministro Sandro Bondi per le celebrazioni del 2011: un fascicolo di una decina di pagine finito giovedì sul tavolo del consiglio dei ministri. E ieri sulla scrivania del presidente della Repubblica. Sono stati Silvio Berlusconi e il titolare dei Beni Culturali, ricevuti da Giorgio Napolitano, a presentare le iniziative ideate per l'anniversario. Il Quirinale? Ha preso allo del piano predisposto. Era stato lui, il Capo dello Stato, a invitare l'esecutivo a darsi una mossa. L'hanno accontentato. Adesso il pacchetto di iniziative finisce nelle mani del Comitato dei garanti, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi. A lui l'ultima parola. Solo dopo si entrerà nella fase operativa. Le iniziative? Con i pochi fondi che ci sono si farà tutto in casa: scuole, università, istituti di cultura, musei. O sfruttando i mezzi di comunicazione di massa. Il piano di opere pubbliche deciso dal governo Prodi - carrellata di sprechi denunciata dalle inchieste di Libero - adesso subisce una cura dimagrante. Volevano «una celebrazione edilizia», polemizza il documento governativo. Non sarà così: delle 32 infrastrutture iniziali ne rimangono soltanto 11. Per realizzarle, ci vogliono 106 milioni di euro. E vanno ancora trovati. Ricco invece il bouquet delle iniziative a carattere culturale, quelle che costano poco. Esempi: al ministero dei Beni Culturali immaginano l'organizzazione di «letture dedicate ai Padri della Patria (Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Mazzini)», da organizzare con la collaborazione dell'Accademia dei Lincei. Un'altra idea è quella di identificare mille «luoghi della memoria» ripulendoli dai danni del degrado e dell'incuria. E ancora: in cantiere c'è «la banca dati delle lapidi commemorative». Le città ne «sono piene» e il progetto è quello di mandare le scolaresche a «caccia» delle targhe dimenticate. Altra intuizione dal gusto POP da realizzare insieme al ministero dell'istruzione: i «cori scolastici», canti popolari «di 150 anni di storia» da divulgare negli istituti. Magari al posto (o perlomeno accanto) dei Tokyo Hotel e dei Finley. E si arriva alle concessioni fatte al Carroccio. A Umberto Bossi la celebrazione dell'unità d'Italia sta sulle balle e non è una notizia. Per tenerlo buono allora, Bondi inserisce tra le iniziative una «mostra delle Regioni» e "il censimento dei dizionari dialettali». Contenti tutti. Pure i sudisti. Che, per compensazione, si meriteranno «un approfondimento specifico sul Mezzogiorno nella storia d'Italia». Seconda tipologia di iniziative: le cerimonie pubbliche. Ci saranno due grandi manifestazioni, una inaugurale e una finale, all'Altare della Patria. Con i sindaci d'Italia, una staffetta di atleti modello Olimpiade, la parata delle Forze Armate. E poi tre manifestazioni territoriali, una per quadrante geografico. Si pensa a Mantova (Nord), Recanati (Centro), Montecassino o Gaeta (Sud). Tra le suggestioni c'è anche quella di cambiare nome a Piazza Venezia, aggiungendo «dell'Unità d'Italia». Arriva quindi la parte più importante del cerimoniale. Quella video. E' stato Berlusconi a insistere: in assenza di grandi somme da spendere, qual è il mezzo più veloce per la divulgazione? Esatto, la tv. Ma anche giornali, radio, Internet. Pure qui i progetti sono tanti. Anzitutto, moltiplicare gli appuntamenti della trasmissione La Storia siamo noi , dedicati ovviamente "al processo di unificazione". Poi: la messa in onda del tg del Risorgimento : la storia dell'Unità raccontata "come se fosse il Tg delle 20» o qualcosa del genere. Sempre sparate dal piccolo schermo: fiction, due film prodotti da Rai Cinema, un Telethon per l'Italia, tre concerti dell'orchestra di Renzo Arbore. E ancora: la Festa italiana , sagra di paese ospitata in una delle residenze sabaude, un Dvd sulla storia d'Italia, un gioco a premi sulla lingua italiana. Allegriaaaaa!