L'area di scavo dismessa a Incaffi doveva essere riempita con materiali di scarto Il verdetto: «Questo è smaltimento, non ricomposizione» Il sindaco: «Adesso aspettiamo i prossimi sviluppi» Colpo di scena, i Beni ambientali e paesaggistici hanno annullato l'autorizzazione rilasciata dal Comune di Affi all'intervento di riempimento della cava dismessa vent'anni fa a Incaffi. Il progetto, dunque, torna al punto di partenza, spiegano il sindaco Roberto Bonometti e il segretario comunale, Stefano Venturi. «La Soprintendenza non ha rilasciato il nulla osta all'intervento, perché chiede un'istruttoria più completa e dettagliata, trattandosi di un progetto di rilevante importanza. Pertanto ora è stato azzerato tutto l'iter. Allo stato attuale, il privato potrebbe contestare il diniego ricorrrendo al Tar, oppure presentare nuova istruttoria; o non fare niente e lasciar perdere il progetto». «Il Comune», precisa il sindaco, «rimane in attesa degli sviluppi, anche perché per noi non è certo un'opera prioritaria né pubblica. L'ufficio tecnico ha autorizzato l'intervento perché ci sembrava migliorativo dell'area. Lo ha però subordinato a condizioni: che venisse stipulata una convenzione con il Comune, in cui si garantiva l'utilizzo di roccia da scavo per il riempimento e che si trasportasse il materiale su nastri trasportatori e non a mezzo camion sulle strade». Il piano di ricomposizione ambientale, presentato dalla ditta «Cava Moscal sas» di Marcello Vilotto, però non aveva convinto i cittadini di Incaffi, che per contrastarlo hanno costituito il «Comitato Tutela di Incaffi e del Monte Moscal», che ha inviato una relazione alla Soprintendenza con molte osservazioni al progetto. L'intervento è stato approvato il 25 giugno dal responsabile dell'area tecnica del Comune, avvallato il 3 giugno dal parere favorevole della commissione edilizia. Il progetto così era in attesa dell'approvazione dei Beni Paesaggistici di Verona, o del silenzio assenso entro 60 giorni dall'invio. Termine fissato per il 25 agosto e proprio all'ultimo giorno di scadenza, la Soprintendenza ha inviato al Comune l'annullamento del provvedimento. Nel decreto, sono stati accolti molti punti delle osservazioni del comitato. «Considerato che la località interessata, ricade in aree sottoposte a vincolo paesaggistico con pregevoli caratteristiche: la zona ha notevole interesse pubblico perché costituisce con le sue ville patrizie, circondate da fiorenti parchi e con le sue zone boscose, un quadro naturale di non comune bellezza... che nel provvedimento, l'autorità decidente non fornisce specifica motivazione che suffraghi il provvedimento e non spiega come e perché l'intervento sia compatibile rispetto ai valori paesaggistici...». Il progetto, quindi, conclude il decreto, «non è supportato da uno studio agronomico e geologico» e «le finalità dell'intervento appaiono indirizzate più al conferimento di materiali che alla ricomposizione paesaggistica».
AFFI. Lavori alla cava bloccati, dalla Soprintendenza
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Il progetto di riempimento della cava dismessa a Incaffi è stato annullato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Paesaggistici di Verona. Il progetto, approvato dal Comune di Affi, prevedeva la riempimento della cava con materiali di scarto. La Soprintendenza ha richiesto un'istruttoria più completa e dettagliata, considerando l'importanza del progetto. Il Comune di Affi rimane in attesa degli sviluppi, poiché non è considerato un'opera prioritaria. Il progetto era stato approvato con condizioni, tra cui la stipula di una convenzione con il Comune e l'utilizzo di roccia da scavo per il riempimento.
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