Il Pd chiede spiegazioni al sindaco e invita a tutelare dal cemento l'area archeologica di S. Concordio Annuncio sul notiziario del Comune per gli uffici e i negozi LUCCA. Sono appena stati messi in vendita gli uffici e i negozi dello "Steccone", il complesso realizzato a San Concordio - nell'area dell'ex Gesam e dell'ex circoscrizione - da Polis, la spa immobiliare del Comune. E l'annuncio, apparso sul notiziario del Comune "Lucca Notizie" della vendita scatena un terremoto politico. Da una parte il Pd che chiede al sindaco «che cosa voglia fare dell'area, ad alta vocazione archeologica»; dall'altra il comitato di urbanistica partecipata che si aspettava di essere informato prima della vendita degli immobili. Nelle ultime settimane - confermano i consiglieri del Pd, Celestino Marchini e Serena Mammini - si sono «aggiunti nuovi capitoli alla saga dello Steccone, contro il quale si batte la comunità di San Concordio: basta pensare alla petizione con migliaia di firme, le indagini documentarie relative ai fondi sfitti non solo nella zona ma ovunque, le proposte alternative, concrete avanzate nonché le molte richieste fatte tramite interrogazioni e raccomandazioni dal gruppo dell'Ulivo-Pd». Già a marzo, durante un'assemblea pubblica a San Concordio - ricorda il Pd - «il sindaco prese precisi impegni sulla rivisitazione di parte del progetto edilizio e promise di incontrare di nuovo, lì a breve, la circoscrizione per cercare di trasformare gli impegni presi in atti concreti, per approfondire ulteriormente la questione anche con Gesam e Polis tramite un tavolo di discussione». Ma questo non c'è stato. Nonostante le promesse di incontri con la circoscrizione (confermati in una risposta a un'interrogazione del Pd) e alla luce «degli ultimi importanti ritrovamenti archeologici nell'area, quelli dell'antico Porto fluviale di Lucca, "strutture di notevole interesse culturale e in ottimo stato di conservazione" e quindi alla successiva richiesta della Sovrintendenza di realizzare un parco archeologico nell'area Gesam, dichiariamo di "aver perso la bussola" anche perché la Polis ha già pubblicizzato la vendita di fondi commerciali e direzionali all'interno dello "Steccone"». Da qui parte la richiesta al sindaco di Serena Mammini e Celestino Marchini «di un ulteriore impegno e di una risposta a una domanda sola, chiara: come s'intende procedere nell'area Gesam?». Fino ad oggi - polemizza il Pd - «è la ricca storia che la nostra città quotidianamente ci offre ad aver ritardato i lavori, è grazie all'affascinante passato, che a pochi metri sotto terra, silenzioso, riaffiora, che altro scempio, si spera, grazie ad un atto coraggioso di buon senso, potrebbe essere evitato. Vogliamo, in poche parole, ribadire l'importanza (culturale, turistica) per la città che potrebbe avere un sito archeologico in quest'area, a pochi passi dalle Mura, a poche centinaia di metri dall'acquedotto del Nottolini (altrettanto bisognoso di cure). E un'assicurazione in questo senso deve arrivare prima che lo Steccone sia costruito».