Paesaggi e tramonti soppiantati da foto digitali e mms FIRENZE. Gli allarmi si susseguono nel mondo globale tecnologizzato: c'è sempre qualcosa che sta per scomparire. Ma il fenomeno è più complesso: le care vecchie cose spesso continuano a convivere accanto alle nuove tecnologie, che non le soppiantano del tutto. Casomai cambia il modo di utilizzarle. È il caso delle cartoline, un tempo rito vacanziero fatto di belle immagini dai luoghi di villeggiatura, carta e penna sotto l'ombrellone, e tanta saliva per i francobolli. Oggi non è più così: la cartolina è diventata un gadget. Il rito è cambiato, perchè le cartoline ognuno se le può fare da sè con una bella macchina fotogrtafica digitale o perfino con gli mms, basta un telefonino, uno scatto e due righe di accompagnamento ed è fatta: saluti dalla Versilia, dalla Maremma, dall'Isola d'Elba. Di certo, a chiedere "mandami una cartolina" sono rimaste solo le vecchie zie e qualche nonna nostalgica, ma, sorpresa, di cartoline ne vengono stampate ancora molte e quindi anche vendute. Però devono essere particolarmente belle: la qualità è il discrimine tra le cartoline che ancora vengono comprate, e portate prevalentemente a mano come ricordo o piccolo regalo, e quelle che restano invendute a ingiallire sugli scaffali delle librerie-cartolerie o nelle edicole. E c'è un'altra distinzione importante: le cartoline che vengono ancora stampate e comprate si vendono soprattutto nelle città d'arte: Firenze, Roma, Venezia, Pisa, più che sulle coste o nelle isole. Giovanni Scipioni è l'amministratore dell'Ats Italia Editrice, con sede a Roma, che tra le altre cose stampa cartoline di mezza Italia: Scipioni ammette che, se prendiamo come riferimento cinque o dieci anni fa, oggi la stampa e la vendita delle cartoline è più che dimezzata. «Però - aggiunge - è ancora un prodotto che si vende bene: deve essere sempre aggiornato, perchè nessuno vuole più le vecchie foto, e con una sempre maggiore attenzione alla qualità dell'immagine, perchè la tecnologia ha fatto diventare l'immagine consumabile e giudicabile da tutti, quindi chi compra cartoline vuole un'immagine che difficilmente sarebbe in grado di riprodurre da solo con la propria macchina digitale e tantomeno col telefonino». Vanno ancora le cartoline fatte bene e stampate meglio, la sopresa casomai è che si risparmia sui francobolli. «Le cartoline - spiega Scipioni - sono diventate un gadget da riportare a casa a mano, sia per tenerlo come ricordo personale, sia per regalare una bella immagine a qualcuno. È senz'altro diminuita la spedizione delle cartoline, ma noi all'Ats ne stampiamo ancora molte: per Roma circa un milione l'anno, per Firenze circa ottocentomila». Non sono disponibili dati precisi relativi a Pisa, Lucca o Siena, ma le cartoline relative alla splendida piazza dei Miracoli con la torre pendente vanno ancora a ruba, quando l'immagine è particolarmente "artistica". A Firenze, spiega Scipioni, si vendono molto di più le cartoline d'arte, quelle che riproducono le opere all'interno dei musei e delle cattedrali. Le sculture di Michelangelo insomma, pare vendano più del Ponte Vecchio, che quello uno se lo fotografa anche da solo. Stesso discorso pare si applichi anche a Lucca e Siena, città ricche di tesori artistici custoditi nelle chiese e nei musei. A Roma il discorso è inverso: si vende bene la cartolina del monumeto e del paesaggio. Decisamente in calo le cartoline dei tramonti sul mare o delle marine: quelle vendono poco, soppiantate dalle foto digitali magari ritoccate o dagli mms spediti in tempo reale. Così in Toscana le cartoline resistono ancora nelle città d'arte, Firenze e Pisa in testa, ma declinano nelle località di villeggiatura e nelle isole, senza parlare di altre città come Prato, Pistoia o Grosseto, ancora fuori dai grandi circuiti turistici e quindi poco, diciamo così, da cartolina. Per quanto riguarda il paesaggio, va forte quello senese: le famose cartoline della Val d'Orcia, spesso scatti d'autore, pare siano sempre un ottimo souvenir da riportare a casa. C'è perfino chi le incornicia. Secondo quanto emerge dalle affermazioni degli edicolanti, nelle città d'arte toscane le cartoline sono spesso preferite dai turisti stranieri e dalle scolaresche in gita. Ma se a spedire cartoline sono rimasti in pochi, prevalentemente oltre i 40 anni, a comprarle e scriverle per riportarle a casa a mano, convinti anche che, date le ferie sempre più brevi, non convenga affidarle alle poste, sono anche i ragazzi più giovani. A conferma che la vecchia cartolina, quando ammicca con l'immagine che emoziona e colpisce, ha ancora la sua da dire e può ancora vincere sulle foto digitali e sugli mms.