Don Venturin: «Soldi necessari per il restauro e la messa in sicurezza» MONUMENTI Dei 950mila euro stanziati dallo Stato ne sono arrivati solamente 100mila LUCCA. Serviranno circa 2 milioni di euro per completare il progetto di restauro interno e la messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria Bianca, in piazza della Colonna Mozza. Ad affermarlo è il sacerdote, don Alessandro Venturin. Intanto continua la restaurazione del portone centrale della chiesa grazie a contributi privati. «I lavori preventivati fino ad oggi, ed effettuati grazie a contributi del Comune e di istituti bancari - spiega don Alessandro Venturin - sono terminati. Dalla fine di luglio i restauratori Enrico Modeno e Guido Machetti si stanno occupando del portone centrale, grazie al contributo finanziario della marchesa Mazzarosa, ma tutti i lavori fatti fino ad oggi sono una piccola goccia ed hanno interessato piccole parti della chiesa». «Gran parte dei lavori deve ancora iniziare - continua il sacerdote - ma vanno trovati prima i fondi. Sono già stati effettuati vari interventi di messa in sicurezza della navata centrale e di risistemazione della parte superiore della cupola, per un totale di circa 280mila euro. Sono stati invece preventivati, ma non ancora trovati, 2 milioni di euro, necessari per porre delle catene in fibra di carbonio nelle intersezioni delle pietre sui muri delle navate e dei transetti laterali, sopra l'altezza delle colonne. Questo intervento è mirato a rendere più armonico il movimento architettonico della chiesa che, con il tempo, si sta adagiando sul suo lato sinistro. Naturalmente prima serviranno studi approfonditi per capire la natura geologica del terreno su cui si fonda la chiesa, per avere uno sguardo su cosa si trova sotto il suo pavimento. Tutto questo ed altri interventi serviranno per mettere in completa sicurezza la struttura». Un primo progetto di restauro all'interno della chiesa, secondo quanto rivela don Alessandro, venne approvato con procedura d'urgenza dal ministero dei Beni culturali durante l'ultimo governo Prodi, ma dopo la caduta del governo, dei 950mila euro stanziati solo 100mila sono arrivati a Lucca per effettuare uno studio sulle fondamenta. «Se la situazione fosse presa in mano adesso, nel giro di massimo due anni si potrebbe ottenere un buon risultato. È urgente che ci si occupi di questa chiesa - conclude Don Alessandro - e che si porti a compimento l'opera iniziata in questi anni. Anche la Soprintendenza ed il Comune si sono sempre presi a cuore questa situazione e sarebbe triste se tutto si fermasse. La città ha bisogno di recuperare questa zona e questa chiesa, che si trova isolata dai punti più turistici del centro storico. Sarei contento se si riuscisse a riqualificare questo pezzo di storia della città». Circa 280mila euro il totale degli investimenti portati a termine per il recupero architettonico Finiti i lavori all'arco centrale e alla cupola LUCCA. Alcuni interventi, come quello all'arco centrale e alla cupola, sono già terminati. Un elenco che, in totale, ha visto un investimento di poco più di 280mila euro sulla chiesa di S. Maria Bianca. Ecco l'elenco. L'intervento all'arco centrale, costato 16.500 euro e finanziato con contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca; i lavori alla cupola e alla prima crociera effettuati con un contributo di 60mila euro della Fondazione Crl; l'intervento alle tre crociere navata centrale, finanziato con un contributo di 30mila euro dalla Fonadzione Crl; i ponteggi di sicurezza costati 12mila euro grazie a un contributo della Fondazioen Crl; lo studio della resistenza muratura e l'indagine ultrasonica delle colonne, costati 10mila euro e finanziati grazie all'Arcidiocesi di Lucca; lo studio e la progettazione del restauro strutturale costato 3.060 euro grazie a contributi della Fondazione Banca del Monte; il restauro interno alla prima crociera grazie al contributo di 46mila euro del Comune; il programma operativo dello studio delle lesioni costato 3mila euro e finanziato con contributi della Fondazione Banca del Monte; lo studio delle fondamenta, finanziato con 100mila euro dal Ministero dei Beni culturali e soggetto a gara d'appalto da parte del Ministero. Da avviare il restauro delle colonne, finanziato con un contributo di 5mila euro dalla Fondazione Banca del Monte. C.Q. LA LETTERA «Grazie a chi ci sta aiutando» DON ALESSANDRO VENTURIN Carissimi amici, nel novembre del 2005 una placca di intonaco, staccatasi durante la notte dall'arco della navata centrale, precipitò a terra. Dopo un primo sopralluogo venne presa la decisione di compiere in tempi rapidi la riparazione. Purtroppo in corso d'opera si scoprì - e fu anche una circostanza fortunata - che la lesione dell'arco era più grave di quanto non si fosse manifestato al primo sopralluogo. Tre lunghe spaccature minacciavano anche parte della cupola e buona parte della volta a crociera legata all'arco interessato dalla lesione. Per questo si dovette chiedere un supplemento di contributo per un ponteggio di sicurezza, per scongiurare conseguenze più gravi. Nel frattempo si rese sempre più evidente la necessità di un progetto globale di restauro dell'interno della chiesa. In questi ultimi mesi, grazie all'interessamento della soprintendenza di Lucca, è stato presentato al ministero dei beni culturali questo progetto globale. Ad onor del vero un primo progetto venne presentato ed approvato con procedura d'urgenza dal ministero durante l'ultimo governo Prodi; ma all'avvento del nuovo governo se ne persero le tracce, ricomparendo dopo poco. Dei 950mila euro stanziati in 3 anni, solo 100mila hanno raggiunto un buon fine. È questo, anche, il tempo di ringraziare tutti coloro che si sono dati da fare, trovando tempo e risorse, per giungere a questa tappa intermedia. Grazie agli enti che si sono lasciati coinvolgere, concedendo dei contributi ai restauri, comune di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte, arcidiocesi di Lucca. Grazie alla soprintendenza di Lucca per aver accompagnato questo lotto di lavori con quella competenza e saggezza che la contraddistinguono. Come pure grazie a tutti coloro che hanno contribuito a far continuare i lavori con un certo respiro, donando con generosità. Grazie alla ditta Guidi srl per la competenza e la passione messi in campo, per aver trattato questa nostra chiesa non come un normale cantiere ma curandola come un luogo di famiglia. E grazie all'ingegner Paoli e al suo assistente, ingegner Fraschetti, per la dedizione quotidiana nello studiare e trovare le giuste soluzioni per un restauro a regola d'arte.