SASSARI. Il giardino è un po' malconcio ma conserva il suo fascino. Le villette all'interno si vedono appena, nascoste dal muro alto che tiene alla larga occhi indiscreti. Ben visibile, invece, il volto che quell'area avrà in futuro: il parco ospiterà appartamenti, negozi e garage. Le antenne degli ambientalisti si sono sollevate subito, non appena in via Matteotti e via Amendola sono spuntati i mega cartelli e alcuni residenti hanno iniziato a protestare. Le associazioni ecologiste Gruppo d'intervento giuridico e Amici della terra sono andate a bussare alle porte del ministero dei Beni culturali e della Soprintendenza regionale ai beni paesaggistici e architettonici. Il motivo: capire se quello che sta succedendo a due passi da viale San Pietro è tutto regolare. E domandare come mai nessuno ha aperto bocca di fronte alla prospettiva dell'arrivo di nuovo cemento in uno dei pochi parchi ancora esistenti nel cuore di Sassari. Un'oasi di verde con villa al centro di cui i proprietari hanno deciso di disfarsi, vendendola alla Immobiliare Villamarina srl. La società ha successivamente incaricato l'impresa Novaco srl di realizzare all'interno del parco edifici residenziali, commerciali e autorimesse. Operazione autorizzata dal Comune, al quale è stata presentata la Duaap (dichiarazione unica per la realizzazione di attività produttive) il 5 dicembre del 2008. Sulla validità della dichiarazione, indagano gli ecologisti. Che si chiedono anche come mai, nonostante il piano urbanistico comunale individui l'area come "zona omogenea B1-ambiti di comferma-zone sature", sia stato possibile acconsentire a un'ulteriore colata di cemento. In attesa di conoscere il progetto nei dettagli (e capire se e quale quota di verde verrà preservata), gli ecologisti sperano nei paletti della Soprintendenza. Solo se gli esperti ritenessero che la villa e il parco hanno un certo interesse storico e culturale, le ruspe verrebbero messe in stand-by e l'area finirebbe sotto tutela. Sinora questo non è accaduto.