Arrivano dal Royal Institute of British Architects di Londra a raccontare il passato e riscoperto splendore di Genova. Sono i sessanta disegni in cui Rubens, nel 1622, immortalò altrettanti palazzi nobiliari genovesi portandoli a simbolo in Europa di un nuovo concetto costruttivo e abitativo. Sono il centro e insieme l'avvio, della mostra "L'invenzione dei Rolli: Genova città di Palazzi" che oggi pomeriggio alzerà il sipario sul nuovo Polo Museale di via Garibaldi. Uno scrigno d'arte che Genova 2004 spalanca riunendo, in un unico percorso espositivo, la casa-museo secentesca di Palazzo Rosso (che ospita la quadreria e gli arredi storici della famiglia Brignole-Sale), la restaurata e ampliata pinacoteca di Palazzo Bianco (con la sua ricchissima collezione pittorica genovese e ligure del Cinque-Settecento) e il cinquecentesco Palazzo Doria-Tursi. Tre dimore storiche oggetto di un importante progetto di restyling, realizzato grazie al forte contributo della Compagnia di San Paolo e del ministero per i Beni culturali, e unite, anche fìsicamente per quanto attiene Palazzo Bianco e Tursi, da una passerella che scavalca ed esalta gli scavi archeologici dell'antica chiesa di San Francesco di Castelletto. A tagliare il nastro dei "Musei di Strada Nuova" sarà oggi pomeriggio alle 15,30 il sindaco Giuseppe Pericu. Atto formale che accenderà i riflettori sull' "Invenzione dei Rolli", la mostra ideata da Ennio Poleggi e realizzata grazie al contributo del Gruppo Boero. Un'esposizione di grande forza suggestiva che, in nove ampie sale, racconta i grandi interventi urbanistici che Genova accolse a partire dalla metà del Cinquecento. Anni in cui in città si attua un rinnovo del paesaggio urbano senza precedenti e che vede, appunto, la nascita di un sistema unico di Palazzi e dimore eccellenti in quella che sarà chiamata Strada Nuova, l'attuale via Garibaldi. Anni in cui nasce il sistema dei Rolli, liste di case private che le famiglie genovesi mettevano a disposizione per accogliere le maggiori personalità in visita alla Repubblica. Centocinquanta palazzi divisi in tre categorie, a seconda di dimensioni, bellezza ed importanza, che venivano tirare a sorte in una lotteria dell'ospitalità in occasione dell'arrivo di cardinali e principi, viceré e feudatari, governatori e ambasciatori. Le nove sezioni della mostra offrono così una fotografia della città che dal Cinquecento approda a metà Ottocento attraverso un grande plastico che ripercorre le trasformazioni e destinazioni d'uso di Palazzo Tursi: dimora privata al suo sorgere, comando dell'Impero fra il 1798 e il 1812, reggia dei Savoia dal 1816 al 1825 e infine sede della Municipalità a partire dal 1848. Un percorso che, attraverso i disegni di Rubens, incisioni d'epoca, piante e documenti d'archivio, litografie, arazzi e quadri dà il senso del fer-vore di un'epoca di straordinarie rivoluzioni urbanistiche esemplificate dai più di trecento cantieri aperti in città a metà del Cinquecento. Piccola perla fra le tante, la "Madonna regina della città" in cui Domenico Fiasella ritrae la Genova secentesca ai piedi della Vergine, un dipinto custodito nella napoletana chiesa della Nunziatella. A completare il quadro della ritrovata vocazione all'ospitalità di Palazzo Tursi nella forma dell'accoglienza museale, la possibilità di visitare le sale monumentali riservate sino a poco tempo fa al sindaco e di ammirare il "Cannone", il mitico violino di Paganini al quale viene finalmente dedicata un'intera sala.
I Musei di Strada Nuova ripartono dai Rolli
Il Royal Institute of British Architects di Londra ha presentato un' mostra sul passato e il riscoperto splendore di Genova. La mostra, intitolata "L'invenzione dei Rolli: Genova città di Palazzi", è stata inaugurata oggi pomeriggio al nuovo Polo Museale di via Garibaldi. La mostra raccoglie sessanta disegni di Rubens che immortalano altrettanti palazzi nobiliari genovesi del 1622. I palazzi sono stati scelti per rappresentare il sistema dei Rolli, liste di case private che le famiglie genovesi mettevano a disposizione per accogliere le maggiori personalità in visita alla Repubblica. La mostra è stata realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e del ministero per i Beni culturali.
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