VASTO. Due dipinti di Tiziano erroneamente attribuiti a un anonimo esposti a Palazzo D'Avalos. Sulla loro paternità non ha dubbi Vittorio Mazzeschi , docente di Storia dell'arte in pensione e studioso di tecniche pittoriche antiche. Mazzeschi, aquilano, in città dopo il sisma di aprile, visitando la pinacoteca, è rimasto colpito dalle tele nella "Stanza dello specchio" con altre della donazione Ricci-Monteferrante. Come i due presunti Tiziano siano sfuggiti nei secoli a collezionisti, mercenari, mercanti d'arte, critici e ai curatori dell'allestimento nella residenza marchesale, resta un mistero. Non è escluso, secondo il professore, che facciano parte dei doni per Alfonso D'Avalos , marchese del Vasto e di Pescara, dello stesso Tiziano che nell'agosto del 1541 gli consegnò a Milano "L'allocuzione" (ora al Prado di Madrid). In che modo siano finite tra le 80 tele destinate negli anni Ottanta dalla famiglia vastese Ricci-Monteferrante ai musei civici e rimaste nel caveau della pinacoteca per un ventennio prima di essere esposte è un altro rebus da chiarire. Intanto, mentre il giallo s'infittisce, Mazzeschi ha presentato una relazione alla Soprintendenza aquilana per sollecitare verifiche che confermino la sua tesi. «La bellezza dei dipinti intitolati "La Maddalena" e "L'inganno" e l'anonimato mi hanno portato ad attribuirli a Tiziano», racconta. Sfogliando il catalogo delle mostre del pittore nel Palazzo ducale di Venezia e alla National Gallery of Art di Washington, ha fatto le prime verifiche. «La Maddalena è interessante per la composizione diagonale e alcuni particolari degli indumenti richiamano le cosiddette repliche, cioè altri quadri con lo stesso nome eseguiti da Tiziano. Uno dei più conosciuti è all'Ermitage di Leningrado», spiega lo studioso. «Quanto, invece, all'"Inganno" o meglio "I consigli dell'esperienza", potrebbe essere inserito tra i cosiddetti capricci, cioè fatti per diletto o per provare tecniche e colori. Pensiero, tecnica e composizione delle due tele sono in perfetto equilibrio e bisogna accertarne provenienza e pittore».
ABRUZZO - Quei due dipinti sono di Tiziano
Due dipinti di Tiziano, erroneamente attribuiti a un anonimo, sono stati esposti a Palazzo D'Avalos. Vittorio Mazzeschi, docente di Storia dell'arte, sostiene che i dipinti sono effettivamente di Tiziano. Ha presentato una relazione alla Soprintendenza aquilana per sollecitare verifiche che confermino la sua tesi. I dipinti, intitolati "La Maddalena" e "L'inganno", presentano elementi che ricordano le opere di Tiziano, come la composizione diagonale e alcuni particolari degli indumenti. Mazzeschi ha fatto le prime verifiche esaminando il catalogo delle mostre del pittore nel Palazzo ducale di Venezia e alla National Gallery of Art di Washington.
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