Quando un anno fa il ministro per i Beni e Attività Culturali Sandro Bondi mi nominò a rappresentare il Governo nel Comitato piemontese per Italia 150, insieme con il senatore Enzo Ghigo e lo scrittore Alain Elkann, trovai per curiosa coincidenza su una bancarella e andai subito a rileggermi il volume «Piemonte terra di pionieri» che, a cura di Ernesto Caballo, era stato pubblicato per le celebrazioni a Torino di «Italia 61», cioè per il centenario dell'unità del Paese (di fatto il volume era un'ampia trattazione e un catalogo sul padiglione del Piemonte nell'ambito della Mostra delle Regioni). E' una lettura che consiglio tutt'ora vivamente a quanti stanno accampando dubbi sulle modalità di celebrazione per il centocinquantesimo nel 2011. In particolar modo ai piemontesi critici verso di esse (per i quali basterebbe comunque pensare ai vantaggi portati in terra sabauda dalle recenti olimpiadi invernali). Ma certo non guasterà che lo leggano i lombardi, i veneti e quant'altri che del Piemonte e dei suoi grandissimi meriti verso l'Italia conoscono assai poco o nulla, Scopriranno che non tanto l'impulso alla riunificazione del paese - unico in Europa insieme con la Germania ad aver avuto assai tardi un'unitarietà territoriale e statuale -, quanto per la sua modernizzazione e per il suo progresso in ogni campo sia arrivato fra Ottocento e Novecento proprio da quella terra che si stende al pié dei monti. Questo vale per la chimica, per la fisica, per l'energia e la sua distribuzione, per le comunicazioni, per la telefonia, la radio, la televisione, il cinema, la moda, l'arte contemporanea, ma anche per la metalmeccanica, l'aeronautica, l'automobile (con ben sessanta marche), la carrozzeria, la conservazione dei cibi (un nome su tutti, quello di Cirio), l'industria dolciaria, l'enogastronomia, la nascita delle moderne forme di welfare e di assistenza. Nè sono da ritenersi colpevoli i piemontesi dell'ipertrofismo del predecessore di Bondi, il ministro Francesco Rutelli, che qui venne, qui vide quel che il Comitato aveva elaborato e volle estenderio a tutte le regioni italiane. Con una lievitazione dei costi mostruosa. Quella sì del tutto inutile.