Eccoci al solito tran tran. Settembre è appena cominciato e agli Uffizi si riaffacciano i fastidi. Martedì il mese si è aperto con alcune sale chiuse (di nuovo). Nella lista nera la 16, la 35 e la 41, come al solito a causa dei lavori, ma anche la 3 e la 4 (rispettivamente dedicate al Trecento senese e al Trecento fiorentino), la 43 (Seicento italiano ed europeo) e ciliegma sulla torta la 44 (Rembrandt e i Fiamminghi del Seicento). La storia è una di quelle ascoltate più volte, ma ciò che fa preoccupare ancora di più di un'abitudine da galleria di periferia, è che alla fine dell'anno con tutta probabilità al Polo museale dovranno fare i conti con quella che si prospetta un'annata già nera: anzi, rossa. Se infatti nel 2008 la Soprintendenza ha incassato 24 milioni di euro quest'anno, e siamo al nono mese appena iniziato, già si parla di un ridimensionamento a 2122 milioni di euro. Ancora più lontani da quell'annata eccezionale che fu il 2007, che fece registrare 27milioni di incassi. Certo le sale chiuse non agevolano il miglioramento. Come dire: se si deve fare una lunga fila sperando tra tanti capolavori di vedere i bellissimi Rembrandt (ad Amsterdam c'è per questo un intero museo) non è una bella pubblicità e qualche turista deluso potrebbe poi «portare per bocca» la Galleria medicea. Strana coincidenza vuole che la chiusura delle sale del I settembre sia avvenuta nello stesso giorno di entrata in vigore di un ordine di servizio della Soprintendenza (il numero 2452009) emesso il 4 agosto scorso, con decorrenza appunto dal primo di questo mese. Il documento prevede che il personale custode, «su base volontaria», sia utilizzato «in un turno ordinario settimanale (6 ore) in attività di accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico». Per intendersi ogni assistente alla vigilanza delle sale degli Uffizi svolgerà questa funzione un giorno in meno alla settimana per impiegare le sei ore rimanenti in altri servizi come la guida museale. Le domande sono: quante scuole che visitano la galleria necessitano di una guida che non abbiano già? «Firenze Musei» non è pagata anche per questo? Se l'ordine di servizio deve andare nel senso di lasciare scoperta qualche sala, magari di rilievo come quella dedicata ai Fiamminghi del Seicento, che quindi rimane chiusa, dove è il guadagno? Una precisazione: i sindacati - CONF. SAL-UNSA Beni culturali - non hanno sottoscritto l'Accordo sulla «diversa utilizzazione dal servizio ordinario in sala degli Assistenti alla vigilanza, sicurezza, accoglienza e servizi al pubblico». Tra le motivazioni si legge: «Nell'accordo sottoscritto nulla è precisato nel caso dovessero mancare unità per l'apertura delle sale dei musei e come queste unità saranno sostituite e a quale costo».